Dom. Ago 14th, 2022

Sulle nomine dei direttori dei tg Rai. “Sono tutti interni e già questo è un segnale importante –ha affermato Gianluigi Paragone, Senatore del M5S, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus -. Due dei tre partono con un’esperienza da precario, perché sia Carboni che Paterniti entrano da precari in Rai. Quindi dare la possibilità a chi ha avuto un percorso lunghissimo di arrivare alla direzione di un Tg è una bella cosa. Trovo offensivo i commenti di alcuni colleghi della stampa, come ad esempio Conti che sul Corriere parla dell’ascesa del signor Nessuno. Voglio ricordare a Conti che se andasse in giro a chiedere qual è il nome del direttore del Corriere della Sera in pochi saprebbero rispondere. Non sempre bisogna avere dei frontman alla guida delle testate. Minzolini dice nomine senza meritocrazia? Forse lui non dovrebbe parlare”.

Sulla nuova lettera dell’UE sulla manovra. “Leggo che dopo anni di crescita il pil si ferma –ha dichiarato Paragone-. Vediamola questa crescita. Tre anni fa eravamo cresciuti ma eravamo terzultimi dell’eurozona, poi penultimi e l’anno scorso ultimi. Quindi per inerzia va da sé che continuando così si sarebbe andati ancora peggio. Le politiche dell’austerity non hanno pagato. E perché si cresceva? Perché avevamo il QE e il prezzo del petrolio mai così basso. E’ vero che la crescita si ferma, ma tu quella crescita la devi parametrare rispetto agli altri Paesi. Altro punto è che ovunque ha rallentato la crescita, anche su scala europea l’andamento del pil si è abbassato. Chi invece continua a crescere perché a un certo punto ha cambiato il paradigma macroeconomico sono gli Usa, che hanno compiuto scelte importanti prima con Obama che ha aumentato la spesa pubblica e il debito e poi con Trump con la rigorosa riforma fiscale. Quella del pil americano è una crescita senza precedenti. Questo vuol dire che quando combini politiche espansive e fiscali, abbassando il freno a mano, il coraggio ti viene premiato”.

Sui dissidenti M5S. “Chi fantastica e immagina scenari futuri oltre il contratto con la Lega si sbaglia –ha affermato Paragone-. In Europa tutti i governi sono traballanti. Di governi stabili e forti non ce ne sono. Il nostro è un governo che sta subendo scosse di assestamento perché nasce da un contratto e non da un’alleanza politica, ma è un governo solido. E’ finita una lunga stagione, quella unionista. Quello che viene dopo nascerà parte dal basso. Sia noi che la Lega partiamo dal basso. I dissidenti mi devono dire se alla fine della scrittura quel decreto è migliore rispetto all’inizio. Io sono sicuro che il decreto uscito dalla stanza di Salvini in origine, lunedì arriverà in parlamento con dei correttivi. E parte di questi correttivi ha il germe del dibattito partito da Nugnes, De Falco e Fattori, però dobbiamo intenderci: o sono i principi, oppure le bandierine. Quindi se è un discorso di bandierine De Falco, Nugnes e Mantero allora non va bene. A De Falco dico, parafrasando il dialogo con Schettino: la smetta cazzo! Se lui richiama la Costituzione e vuole mandare tutto gambe all’aria perché lui dice di essere garante della Costituzione, gli voglio ricordare che la Costituzione è il faro per tutti e nella Costituzione c’è scritto: dignità, lavoro, tutela del risparmio e dei diritti. Dentro l’azione di questo governo trovo provvedimenti che vanno nel segno della Costituzione. Non vorrei che De Falco stesse facendo una battaglia solo in termini di visibilità”.

Sull’attacco del leghista Politi a Virginia Raggi. “Non ci deve essere bon ton tra noi e la Lega perché non siamo alleati politici, stiamo portando avanti un contratto di governo,  quindi è chiaro che sui territori ognuno gioca la sua partita –ha dichiarato Paragone-. Non è da Politi che devo guardarmi, devo guardarmi dai romani e chiedere a loro se sono soddisfatti di quello che la Raggi finora ha fatto oppure no. Se la Raggi sparisse, per i giornali Roma sarebbe improvvisamente migliore. A Virginia dico: vai di più in tv, perché hai una capacità comunicativa molto forte, ma non si può entrare all’inferno col tutù. Le dico: Vai in tv e racconta le tue battaglie, perché sei una donna in gamba che ha subito molto ma governare Roma non è facile e tu devi raccontare quello che stai facendo”.