Dom. Dic 4th, 2022

PARETE- Ieri nel servizio indirizzato al museo della fragola, ho scritto di due famiglie che hanno seminato la prima piantina di fragole a Parete, creando quello che oggi è il patrimonio agricolo della vecchia terra felix. Nel servizio ho omesso di scrivere i nomi e cognomi, ma per un semplice motivo: nel 2014 ho scritto un libro sulla Campania e sul sud, e proprio a questi due agricoltori è stata dedicata una descrizione, quindi nel servizio ho omesso i loro nomi tenendomi per me ciò che ho scritto, e divulgarlo solo a settembre, quando è prevista l’uscita del testo.

Però ieri sera, legittimamente, sono stato anticipato su facebook dagli eredi nelle figure di Elena Pezone e Maria Pezone, rispettivamente figlie di  Raffaele Pezone e il cognato Nicola Pezone, che hanno seminato la prima piantina di fragola a Parete coltivata come produzione e non sperimentazione. Infatti, altri pionieri del tessuto sociale che è nato intorno alla fragola, sono i fratelli Michele e Pasquale Falco, ai quali fu autorizzato un campo sperimentale dall’ispettorato Agrario di Caserta con un numero limitato di piantine al fine di sperimentare la fattibilità del raccolto nel territorio dell’agro aversano, ma i cognati Pezone andarono oltre il campo sperimentale e comprate le piantine al nord per conto proprio, iniziarono la prima coltivazione di fragole che andava oltre il centro sperimentale, facendo così il primo raccolto da destinare al mercato della frutta.  e mentre si sperimentava, il buon esito del raccolto e il buon rendimento del mercato aprì le porte alla coltivazione della fragola a Parete, che poi si espande in tutto l’agro aversano.

Quindi invito, senza presunzione alcuna, l’amministrazione comunale e il sindaco Gino Pellegrino, a dare lustro a questi coraggiosi agricoltori intestandogli il museo della fragola, perché se oggi è stato costruito il museo, a loro va dato lustro perché hanno scritto la storia della fragola nel nostro territorio. Aggiungo di più: all’interno del museo metterei le loro foto con una descrizione di quello che hanno realizzato negli anni settanta i molti agricoltori di parete. Sarebbe un modo per dare valore storico al museo, e un valore a chi ci ha creduto a inizio anni settanta portando un nuovo frutto a Parete che, oggi, è patrimonio agricolo dell’intero agro aversano.