Ven. Lug 1st, 2022

PARETE- Ad un essere umano possono mancare tante cose: cibo, una macchina, una casa, indumenti, ma non può mancargli l’acqua. Senza acqua la vita umana dura poco. Il lavoro è come l’acqua: non può mancare in nessun modo nella vita di un cittadino. Possibile che chi amministra sottovaluti questo particolare o non lo capisca? Come dice Cetto la Qualunque: “Capta, può captar”. A parete capita da moltissimi anni. Un paese che in questi ultimi cinque anni ha visto un declassamento sociale senza precedenti. Parete non è più quella sorta di paradiso da prendere a modello, è un paese che tutti considero da serie promozione talmente è retroceduto negli ultimi quattro anni di amministrazione Vitale.

A parte l’immobilismo amministrativo, ormai il paese è in balia di se stesso. Sembrano chiuse ogni regola di vita civile. Si è perso del tutto il senso di comunità. Insomma, per farla breve, Parete non è più una prateria verde, ma un deserto senza nemmeno più la sabbia.

Parete, oggi, è una comunità che ha sete di lavoro. Lavoro: dignità dell’essere umano. Ma tanto a chi gliene frega che c’è mezzo paese che non lavora, ci sono i rifiuti da pensare. Oppure esultare per aver raggiunto un traguardo per la differenziata, intanto i cittadini devono pagare comunque rette salatissime nonostante essi non hanno un lavoro che gli permette di pagare. Come dice Cetto la Qualunque “cacciu cacciu”.

A parte l’ironia, a Parete si sono creare delle falle enormi. C’è un disagio sociale che deriva dalla mancanza di lavoro, che colpisce indistintamente giovani e cinquantenni. Una situazione che perdura da anni, e sta mettendo a rischio la serenità dei cittadini, togliendo allo stesso tempo la dignità valore inestimabile di ogni essere umano.

Non è che per risolvere il problema a Parete ci vuole un sindaco così!!!: