Mar. Nov 29th, 2022

Da marzo 2020 abbiamo avuto paura del virus, di quel mostro comparso all’improvviso, che ci ha tenuti chiusi in casa e tolta tutta la libertà, fino ad obbligarci, togliendoci il lavoro, ad iniettarci un siero che poco o niente ha inciso sulla fine dell’epidemia. Lui ci ha spaventato, eppure c’è qualcosa di più spaventoso che con una certa ininterrotta frequenza, distrugge molti nuclei familiari. Un mostro che conosciamo bene tutti, perché ormai, a differenza del virus, ha colpito quasi tutte le famiglie di Parete.

Non esiste giorno che non si scopre che un nostro cittadino è colpito da un tumore. Ogni giorno ognuno di noi chissà quante volte dice “un giorno toccherà a me”. Il mostro, il vero mostro, fa troppo male. Non è come il virus che, per fortuna, si guarisce. No, il tumore ti accompagna lentamente, ti copre di sofferenza, è il risultato sembra essere sempre scontato.

Allora mi chiedo perché non fa paura a nessuno. Perché si continua a girare lo sguardo dall’altra parte, ignorando una epidemia più forte e devastante del covid. La nostra terra è malata. La nostra vita è malata. La colpa è solo nostra, che continuiamo ad accettare tutto quello che ci viene offerto, in negativo, da classi dirigenti regionali, parlamentari e comunali, che non hanno saputo fare gli interessi della nostra terra e difenderla per non farla morire. Giriamoci intorno, e rendiamoci conto quante persone abbiamo accompagnato questo mese fuori al cancello del cimitero. Tutte morte di tumore. Riflettiamo, e poi iniziamo a difendere la nostra vita che è seriamente in pericolo ogni sacrosanto giorno. Non è più il momento delle attese, e il momento di rivendicare il diritto a vivere in una terra sana e la nostra vita sia alimentata da una alimentazione sana.