Lun. Dic 5th, 2022

PARETE- Ieri il sindaco di Parete, Gino Pellegrino, ha emanato un’ordinanza anti alcol per arginare i fenomeni di violenza che, spesso, scaturiscono proprio dalle bevande alcoliche ingerite in maniera sproporzionata da parte di alcuni soggetti. Soggetti che poi vanno in furia e provocano momenti di disordine piuttosto gravi. Solo che quella emanata ieri è quasi una fotocopia di quella emanata un anno fa, in questo periodo, dall’ex sindaco Raffaele Vitale, che poi la ritirò nel giro di un mese.

L’ordinanza recita:Ai titolari di attività commerciali in sede fissa e in aree pubbliche (ivi compresi gli ambienti itineranti), ai titolari o gestori di pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (compresi i circoli privati) ubicati nel territorio del comune di Parete, dalle ore 17.00 alle ore 7.00, a far tempo dalla data di pubblicazione all’albo pretorio e sul sito del comune di Parete e fino a sua espressa modifica o revoca qualora cessino o si modifichino i presupposti di fatto e di diritto accertati anche nel costante monitoraggio della situazione. Il divieto di vendita e asporto di bevande alcoliche e non alcoliche di qualsiasi tipo in contenitori di vetro (bottiglie, bicchieri, calici, ecc) e lattine in alluminio. Ai cittadini è vietato assumere in luogo pubblico (escluso spazi in concessione) bevande alcoliche e non alcoliche di qualsiasi tipo in contenitori di vetro e lattine in alluminio”.

Fin qui l’ordinanza di divieto. Le multe per gli esercizi commerciali partono da 25 euro fino ad arrivare a un massimo di 500 euro.

In tutto questo c’è da capire fin dove l’ordinanza può dare benefici immediati. L’alcolismo è una piaga molto più ampia, che per combatterla non basta un’ordinanza di divieto, innanzitutto serve un’educazione culturale per far capire che l’alcol uccide come uccide la droga. E questo lo deve fare un buon assessorato alle politiche sociali e culturali.

Per i casi di violenza, ahimè, il problema è di altra natura, e accadono maggiormente tra cittadini stranieri. Finora ancora non si è registrato un caso di cronaca che vede paretani picchiarsi a sangue in mezzo alla strada dopo aver bevuto tanto. No, i fatti di cronaca fanno, purtroppo, registrare risse che dipendono molto dallo stato di alterazione di cittadini stranieri abituati a bere molto, soprattutto birre. Ecco, questo è il nocciolo della questione che ha reso necessario l’emanazione dell’ordinanza di divieto.

Il problema sono gli stranieri, e quindi è lì che si deve colpire per evitare che si possano verificare altri atti di violenza come quello successo nelle scorse settimane a piazza del popolo. Che si voglia colpire l’alcolismo, ciò può fare solo piacere, ma l’ordinanza va rimodulata e indirizzata a centrare il problema. Quindi può andare anche bene un divieto per la vendita di birre a partire dalle ore 21 di sera, e la vendita di alcol dalle ore 22. Ma il problema non si risolve ugualmente, poiché chi è abituato a bere si sposta nei paesi limitrofi e lo fa lo stesso. E’ opportuno aprire una sinergia tra tutti i comuni, affinché si possa fare un’ordinanza collegiale che abbia come scopo combattere l’alcolismo tutti insieme e, quindi, in ogni paese ci sia lo stesso divieto. Così ovunque ti giri da una certa ora non si può più bere.

Questa è una delle tante soluzioni, ma la priorità assoluta è censire questi stranieri, a partire dal domicilio e in che condizioni vivono. Solo così si può avere un quadro della situazione, e anche il monitoraggio da parte delle forze dell’ordine si semplifica e può essere più efficace. Poi, infine, istituire un registro comunale dove sia possibile registrare tutti quei soggetti, stranieri e non, che hanno problemi di alcol, in modo tale da poter intervenire al recupero del soggetto. I modi ci sono, forse mancano le idee giuste!!!