Mer. Feb 8th, 2023

PARETE- Anche a Parete si respira aria di Sì e di No. Molti cittadini stanno valutando l’operato del governo Renzi-Alfano-Verdini, (quest’ultimi due eletti nelle fila di Forza Italia) cercando di trovare qualche punto positivo in questo governo multipolitico per poi decidere. Una decisione alquanto difficile, vista la inutilità politica del PD che per governare si affida a chi prima era avversario politico, mettendo, inoltre, in piedi una riforma costituzionale che annienta la democrazia con nominati che andranno ad occupare le poltrone del senato già come è successo con le province. Un governo, quello del trio Renzi-Alfano-Verdini, che rende la democrazia un tappeto dove potersi spazzolare i piedi, dato che l’obiettivo sembra essere togliere del tutto la possibilità al cittadino di votare e scegliersi i senatori. Oltre, chiaramente, quella di portare di nuovo un solo uomo al comando mettendo le opposizioni in un angolo.

La campagna elettorale del Presidente del consiglio nella sostanza è come  prima, peggio di prima, perche’ tutte le occasioni in Italia e all’estero  vengono usate per fare emergere gli appoggi dei poteri forti: economici,  finanziari, politici alla modifica costituzionale del governo Renzi. Obama  e’ solo l’ultimo della serie dei sostenitori. Tutto questo serve a costruire  un clima di appprensione nell’opinione pubblica, tende ad esercitare una  pressione politica e psicologica forte. Una sorta di ricatto sull’opinione  pubblica ottenuto prefigurando sfracelli in caso di vittoria del No. Ci sono almeno due problemi sollevati da questi interventi di poteri forti a  gamba tesa a favore delle modifiche della Costituzione. Il primo e’ di  principio e riguarda la sovranita’ democratica del nostro paese, i cui  cittadini hanno diritto di decidere liberamente del loro futuro e delle  regole che li riguardano. Il secondo riguarda le ragioni che portano poteri  finanziari ed economici internazionali ad intervenire direttamente, ad agire  sullo stesso piano dei soggetti politici, per chiedere di modificare le  Costituzioni uscite dalla seconda guerra mondiale, ritenute troppo  partecipative e democratiche.

Con questa riforma chi ha la maggioranza può decidere senza il timore di venire bloccato da  contropoteri, tanto meno dal parlamento che viene ridotto ad organo di  ratifica con buona pace della democrazia fondata sulla divisione dei poteri.  Le decisioni debbono essere inappellabili e i cittadini debbono rassegnarsi. Il tentativo di Renzi di cambiare la Costituzione, malgrado questo  parlamento non abbia la legittimità di farlo, rientra in questo quadro di  riduzione della democrazia in nome della decisione rapida. In realtà questa  rapidità serve a garantire acquiescenza, soggezione. Per di più e’ ormai  chiaro che il governo sta tentando in tutti i modi di rinviare le scelte  dolorose che riguardano i conti pubblici nel timore di reazioni sociali e  politiche pesanti.

I deputati eletti con un premio di maggioranza, che può arrivare a  raddoppiare nel ballottaggio il numero dei deputati rispetto ai voti  ottenuti al primo turno, ha il compito di garantire così in partenza al  governo il via libera della Camera ai suoi provvedimenti. Ricordiamo che la Camera dei deputati è la sola che dà e toglie la fiducia, ai provvedimenti. Un governo che decide perfino l’agenda dei lavori della Camera, non solo per  l’uso smodato dei decreti legge come avviene già oggi, ma soprattutto per  l’introduzione di un nuovo istituto che prevede che i progetti di legge  dichiarati importanti dal governo debbono essere approvati entro 70 giorni. Il nome del candidato presidente del consiglio sarà sulla scheda elettorale  e in particolare in caso di ballottaggio ci sarà uno spareggio tra due nomi  che renderà difficile se non impossibile formare un nuovo governo in caso di  crisi del governo in carica e quindi ritornerà il ricatto di nuove elezioni  ad ogni piè sospinto. Anche i poteri del Presidente della Repubblica si  ridurranno di fatto.

In realtà il 4 dicembre non si voterà solo sulle modifiche della  Costituzione ma anche sulla legge elettorale. Perchè l’Italicum ha senso solo se passa questa deformazione della Costituzione, altrimenti occorrerà  riscrivere una nuova legge elettorale che per di più tenga conto della  sentenza della Corte costituzionale, non solo per quanto riguarda premio di  maggioranza e ballottaggio ma anche per un meccanismo che prevede in pratica  che I due terzi degli eletti saranno in realtà nominati dal capo del partito. Queste e tante altre ragioni devono invogliare i cittadini di Parete a dire No al referendum, perché in gioco c’è la democrazia che il PD vuole trasformare a suo piacimento.

Alla luce di quello che è successo nell’ultima tornata elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Parete, che ha visto i democratici perdere con uno scarto di oltre mille voti, per il PD paretano si preannuncia, anche in questo referendum, una grande figuraccia di numeri, perché i No sono una maggioranza che mette in super minoranza il PD.