Mar. Ott 4th, 2022

In questi giorni che si riassapora l’atmosfera pasquale sul territorio di Parete, non mancano lamentele e critiche nei confronti di chi ha cercato, ridimensionando tutto, di ridare quell’assaggio di ripartenza che ruota intorno ai festeggiamenti in onore di Maria SS della Rotonda. Due anni di epidemia hanno sottratto i festeggiamenti pasquali che sono caratteristici della comunità paretana. Sentire critiche non fa bene ad una tradizione importante come la nostra. Nel 2020 si piangeva perché la nostra amata Madonna era rimasta chiusa in chiesa. Idem per il 2021. Oggi che si cerca di ripartire, c’è quel mormorio che, onestamente, non si può condividere.

Le tradizioni culturali, religiose e pagane, sono il sale di ogni comunità. È inopportuno scoraggiare chi si impegna affinché tutto ciò avvenga. Invece è opportuno partecipare, con le dovute precauzioni, a ridare sorrisi e speranza ad un nuovo inizio.

Parete è un paese che sta morendo lentamente, poiché molti eventi non esistono più e, soprattutto, è caduta l’attenzione intorno a eventi che possono di nuovo riportare le persone a riversarsi in strada. Certo, l’epidemia è stato il maggiore ostacolo, su questo non ci piove. Ma bisogna ripartire, altrimenti tutto muore sotto i nostri occhi. Ora si assiste alla chiusura dei bar già alle 22, in alcuni casi pure prima, ciò fa molto male. Manca un tessuto socio-economico che possa riarmonizzare un paese che ha perso quasi tutto. Quando si spengono le insegne delle attività commerciali, un paese diventa buio. Un concetto elementare che deve essere preso in considerazione da cittadini ed istituzioni locali. Non dobbiamo spingere a spegnere le luci, ma dobbiamo contribuire e lavorare sodo per farle riaccendere.