Mar. Ott 4th, 2022

Nel 2019 ho iniziato un’indagine sui morti per tumore avvenuti nel territorio di Parete a partire dalla fine degli anni settanta. Lavoro, purtroppo, fermato dall’epidemia, ma è preoccupante ciò che sta avvenendo all’interno della nostra comunità. Posso anticiparvi che i morti per tumore nel nostro comune sono centinaia e centinaia. Già questo dato deve far riflettere.

Il dato più preoccupante riguarda gli ultimi decenni, dove le morti per tumore dentro il nostro territorio sono aumentate a dismisura. Non c’è giorno che nostri concittadini scoprono di essere stati colpiti da un tumore. Non c’è giorno che non piangiamo qualcuno che ci ha lasciato a causa di un tumore. La situazione è grave. Molto grave. C’è qualcosa che non torna più.

L’inquinamento alimentare e quello atmosferico sono le principali cause delle neoplasie che colpiscono indistintamente tutti. Parete negli ultimi anni sta vivendo anche una cementificazione impressionante che sta portando alla sottrazione del verde, polmone per la nostra vita. Abbiamo lasciato fare e nessuno ha detto di fermare questa emorragia. Quello che sta succedendo non va sottovalutato. La cementificazione in tutta Italia porta con sé l’aumento delle emissioni inquinanti: dal 2009 al 2012 la cementificazione ha causato il rilascio in atmosfera di 21 milioni di tonnellate di CO2 equivalente a quanto rilasciato da 4 nuovi milioni di utilitarie sulle nostre strade con una percorrenza di 15.000 km/anno. Quindi anche nel nostro tessuto urbano questa imponente cementificazione ha causato, di sicuro, enormi danni alla nostra vivibilità. Ma la cementificazione permette anche di distruggere la natura, come tagliare alberi per fare spazio al cemento, quindi più alberi tagliamo meno ossigeno avremo in futuro per far respirare i nostri polmoni e consentirgli di non ammalarsi. Senza alberi non c’è ossigeno.

È necessario fermarci e riflettere su quello che abbiamo concesso sia per quanto riguarda questa cementificazione, oltre a tenere presente il danno avuto con i rifiuti speciali e non. Parete si trova stretta in una morsa che lo costringe a vivere nella maniera meno idonea. Sì, sediamoci e riflettiamo, perché è importante dare risposte alle future generazioni. I bambini che nascono oggi non devono avere gli stessi problemi che stiamo avendo noi. Il futuro dobbiamo costruirlo per loro, ormai noi siamo con un piede dentro la fossa. Tutto ciò che è avvenuto è colpa delle scellerate politiche delle diverse amministrazioni che si sono alternate nella nostra comunità. Oltre all’impatto ambientale causato dalla scellerata politica sui rifiuti delle amministrazioni regionali, che hanno portato alla distruzione della nostra esistenza. È opportuno, per il futuro, fermare sia il cemento sia l’inquinamento da rifiuti e roghi. Oggi paghiamo gli errori di chi ci ha governato. Ma se noi non fermiamo lo scempio, i nostri figli e nipoti vivranno le nostre stesse condizioni di vita, e fra qualche anno i tumori e le morti che ne derivano, diventeranno una normalità. Questo non possiamo permetterlo.