Mar. Ago 9th, 2022

PARETE- Comprendere il mio comune non è del tutto facile. Anni di abbandono e anni di inefficienza politica hanno caratterizzato la vita della comunità. Su un punto mi soffermo spesso: dietro i sorrisi delle persone c’è spesso molta sofferenza. Non lo dico tanto per raccontare, ma il mio contatto quotidiano con la gente mi ha fatto conoscere la rassegnazione e l’orgoglio di non essere additati dagli altri.

Ai giovani, anche se vengo contestato, ho sempre detto andate via da Parete. Continuo a dirlo, cosciente che è così. Detesto i politici, non tutti, ma quelli che fanno della politica un interesse personale li manderei tutti in galera, perché sottraggono ai cittadini anche i bisogni più elementari.

Al di là di ogni personale considerazione, legittima in un paese democratico, bisogna dire le cose come stanno realmente: Parete è un paese con un tasso di povertà nascosta altissimo. Una povertà che racchiude in se cittadini paretani e cittadini immigrati. Spesso è proprio la povertà a portare le persone, giovani e meno giovani, verso l’illegalità pur di sopravvivere. Un fenomeno che ha reso forte la malavita organizzata in tutti questi anni nei nostri territori.

Racconto un episodio che proprio stamattina, l’ennesimo, mi è capitato: un giovane immigrato ha bussato al citofono di casa chiedendo un paia di scarpe. Non ha chiesto soldi come fanno comunemente gli altri, ma scarpe e qualcosa da mangiare. Chiaramente sono riuscito a reperire le scarpe, e poi gli ho dato anche del cibo da mangiare.  Quando è andato via mi sono chiesto: perché non devono essere le amministrazioni comunali, ma anche gli enti regionali, a provvedere a questi bisogni elementari. Ma come detto prima, ai politici poco importa delle esigenze dei cittadini in difficoltà, hanno altro a cui pensare.

Quello raccontato è un episodio di un cittadino straniero, ma vi garantisco che ci sono centinaia di cittadini di Parete che nascondono la loro condizione di povertà solamente per dignità e orgoglio italiano. Per il resto vorrebbero che qualcuno pensasse a loro, a quello che gli sta succedendo, perché in fondo sono persone che hanno sempre lavorato e garantito le esigenze delle loro famiglie, ed oggi non possono più farlo. Purtroppo il male di questa povertà è la mancanza di lavoro e, nonostante i proclami del “chiacchierone fiorentino”, il lavoro non c’è. E la mancanza di lavoro determina situazioni di difficoltà che spesso sono aggravate soprattutto dalla richiesta di pagamento di tasse cui i cittadini in difficoltà non possono più onorare. Purtroppo sono bersagli preferiti delle istituzioni solo perché forse hanno una piccola proprietà che, costruita o comprata con enormi sacrifici, per le fondamenta del sistema di potere politico nazionale e locale, sono il piatto forte per rendergli la vita impossibile.