ROMA- Siamo tutti d’accordo che la politica, ovvero, gli uomini e donne dei partiti, hanno fallito. Una valutazione che non ha altri punti a favore della vecchia classe dirigente, poiché la nazione Italia dal 1970 vive nel nulla. Sono stati i partiti storici a consegnare il fallimento a un popolo che dal dopoguerra ha saputo ricostruirsi. Purtroppo c’è stato un periodo catastrofico, privo di idee, e privo di interessi nei confronti dei cittadini, che ha determinato la disfatta. I partiti storici sono i colpevoli di un disastro che si poteva evitare: bastava fare gli interessi dei cittadini, e tutto sarebbe andato diversamente.
Ora siamo alla vigilia di un nuovo appuntamento elettorale, imminente o no, le elezioni ci saranno. Ma prima bisogna guardare anche i nostri vicini, tipo la Francia, che andrà al voto prima di noi. Marine Le Pen nei sondaggi viene data per favorita, quindi significa che proprio la Francia potrebbe aprire le porte ad una fina dell’Europa. Ma c’è anche la Germania che va al voto, e anche lì le cose non è che stanno molto bene, e quindi anche i tedeschi si apprestano a prendere decisioni più nazionaliste che europeiste. Poi tocca a noi, dove al centro del dibattito politico c’è una politica litigiosa dei partiti, gli stessi che hanno creato il disastro, e come contropartita ci sono i cosiddetti populisti. I populisti sono tutte persone che la pensano diversamente dagli altri. Il loro obiettivo è salvare l’Italia dalla catastrofe non accettando i ricatti dei capi di partito. I populisti sono persone che vogliono cambiare, ma i partiti storici non lo vogliono perché i loro interessi andrebbero persi, quindi si attacca chi la pensa diversamente da loro.
In Italia Salvini, Meloni e Grillo, sono considerati populisti. Il populismo è sempre stato un bene, perché è riuscito a cambiare le sorti di momenti storici difficili, basta tornare in indietro con la mente ai tempi della guerra e al dopoguerra. Già dall’ora chi la pensava diversamente è riuscito a fare le cose buone per la nazione. Quindi ora si tratta solo di tornare un po’ indietro, riflettere sul fatto che i partiti hanno demolito le aspettative del paese e, quindi, dare fiducia ai populisti in modo tale che possono ricostruire il paese come è stato fatto dopo la seconda guerra mondiale.
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