Sab. Dic 3rd, 2022

 

  1. In un giorno d’autunno , alla stazione di Mestre ,città affacciata sulla laguna veneta , Nicoletta, una ragazza di diciotto anni , con lunghi capelli biondi , esile e minuta , attende insieme ai genitori il  treno che la condurrà nella capitale del Regno Unito : la “swinging London “ , per frequentare , presso un esclusivo college di Oxford , un corso di lingua inglese .

Il padre , burbero e autoritario industriale cantieristico e , la madre , elegante e distinta “signora dei salotti “ e dei circoli culturali della Venezia bene ,prima di partire , le fanno le dovute raccomandazioni : “ Nicoletta” , tuona il capofamiglia , “ Ricorda che sei una Strambelli e , in quanto tale , nella nebbiosa Albione, la deve conoscer solo rigore e disciplina , intesi ?  . Te , devi studiar l’idioma senza farte venir in mente idee bizzarre ! . Cerca de contener l’entusiasmo e   de portar a termine almeno ‘sto diploma , insomma !” .

“E pensar che , da piccoletta , l’ era così portata per la danza classica :  l’era proprio una silfide!”,

sussurra , in preda al rimpianto , la madre .

Ma  quale silfide!” , ribatte ,con tono concitato , il coniuge  , “ Se ‘sta benedetta putea non avesse piantato in asso il pianoforte , la  sarebbe diventata più brava del Mozart …assicura il Commendator Strambelli,Eh , ma io lo so chi è che le ha messo in testa certe fandonie !. Cara , quante volte ti ho  detto di non lasciar la Nicoletta in compagnia di tua madre ?…Ella , con le sue scempiaggini sulla libertà , sull’arte de girar il mondo , vuol  farla diventar  ‘na vagabonda !”.

D’un tratto , un fischio emesso dal capostazione annuncia l’arrivo del treno  ,interrompendo la pedante rampogna . Nicoletta ,salita a bordo del fumoso convoglio, prende posto nel suo scompartimento e si sporge dal finestrino per un ultimo saluto .

Riguardate  e chiama appena puoi ,  non farmi  star in pena !”, sussurra   la voce strozzata della madre.

Ti , sei la solita esagerata !” , esclama il padre , rimbrottando la moglie e , aggiungendo : “La Nicoletta,  non la va mica a combatter al fronte ; la va a star in un collegio rinomato de Oxford , la “ città dalle guglie sognanti  !” . A proposito , putea , me dimenticavo de dirti de salutar per mi il Tamigi . Un giorno de questi , bisogna  che mi decida a partir anch’io per  concluder  qualche affare britannico !. Stammi bene bambina  , eh !”.

La ragazza ,però, incurante delle prediche familiari , è già pronta per compiere una marachella . Infatti, abbandona il treno , scendendo alla fermata della stazione di Padova , dove ad aspettarla vi è un gruppo di amici con cui , nelle settimane precedenti , ha progettato il piano e i dettagli della fuga.  Quindi , nel piazzale di sosta dinanzi alla stazione  , trova un furgoncino verde  all’interno del quale una  comitiva  euforica  bighellona .

Oh , Nicoletta !” ,l’accoglie una ventenne slanciata e sorridente, “ Finalmenteee ! , ma quant’è che  ci hai messo ? . Dai sbrigati , vien su che partiamo ! .

Alla guida del piccolo veicolo , un ragazzo  , anch’esso sulla ventina, tutto barba e capelli neri , con indosso una camicia a fiori , si lamenta : “Ah , io faccio quello che posso! , ma il camioncino è di mio padre e gli serve per lavorare ; se accelero   rischio   che la polizia ci fermi e me lo sequestri  o , peggio ancora ,  che si fonda il motore : in entrambi i casi, il matusa mi ammazza!” .

“Sì,  questi  matusa sono veramente pedanti !” , si sfoga Nicoletta , “Sapeste i miei genitori  che panegirico sulle buone maniere   hanno attaccato alla stazione! ; se non fosse arrivato il treno, sarei ancora a là , ad ascoltare il galateo del Commendator Strambelli!… Però, adesso, cambiamo argomento… Pensiamo a noi e al nostro viaggio!…. Hai portato con te la chitarra , vero ? . 

“Sì , perché ? “, risponde galvanizzato il ragazzo al volante . “ Perché , un mese fa , in un negozio di dischi di Venezia , ho acquistato un quarantacinque giri  del  cantante inglese Lee Dorsey  , che si intitola  “Holy cow” e,  sentendo la canzone , che è pazzesca , ho avuto un’intuizione : farne una cover ! ,  cioè  riscrivere  il testo del brano in italiano ,che ne dici ? . Io , avrei già composto un paio di versi …” .

“No, scusa Nicoletta!” , la incalza  ,con accento marcatamente toscano , una ragazza riccioluta,  seduta sui sedili posteriori, “Ma non  s’ era detto che s’andava sin a Londra per vedere i Beatles , Notting Hill Gate , Portobello Road ? ; mentre te canti con codesto figliolo, noi ragazze che si fa?”.

 Nicoletta , ignorando le rimostranze dell’amica , intona indifferente : “Oggi qui, domani là / Io vado e vivo così/ Casa qui io non ho ,ma cento case ho / Oggi qui , domani dove sarò / Oggi qui , domani là /Io amo la libertà e nessuno me la toglierà mai /Oggi qui , domani là / mi piace andare così / senza freni io vado e vivo così … Allora , vi è piaciuto ?” .

 “Bè , è forte ! “ , commenta l’ amica, ritoccandosi il trucco davanti a uno specchietto estratto dalla borsa .

Una volta a Londra , devo assolutamente rintracciare un produttore discografico !, afferma perentoria la Strambelli , “Anche se, in verità, il mio sogno è Roma : il “Piper Club”!. Già sento annunciare il mio nome : “Stasera ,in pista, c’è Patty Pravooo!” ; bello , no , il mio  nuovo nome d’arte?. “Pravo” , come le anime “prave” dell’Inferno dantesco . Non avrei mai creduto che lo studio della Divina Commedia mi sarebbe tornato  utile per la musica ! .  Del resto, posso mica presentarmi nella Capitale con uno pseudonimo  come: “Guy Magenta” ?…”.

Nicoletta Strambelli ,  nata a Venezia il 9 aprile del 1948,  giunta nella “City” , vi rimase solo due giorni . I genitori , scoperto l’inganno , vollero tornasse a Mestre , ma l’indomita adolescente  non obbedì ,preferendo alle umide e grigie calli della Serenissima  il fresco Ponentino dei sette colli della Caput Mundi e i colori caleidoscopici della chiassosa borgata trasteverina .

Testarda e determinata , le scene del “Piper”, le calcò, anzi ,  le  dominò e,  la  casa discografica “RCA” e  il suo agente , Alberigo Crocetta  ,la trasformarono in “Patty Pravo”.  Le note di “Ragazzo triste “ , riadattamento della canzone “But you’re mine” di Sonny e Cher , riecheggiarono dalla sala del celebre dancing  alle stanze di Radio Vaticana , subendo l’odiata censura del verso : “Scoprire il mondo che ci apparterrà” .

Il brano “Qui e là”, invece, conobbe due vite : una, da motivetto scanzonato , inventato su due piedi da una ragazza irrequieta e, l’altra, da inno ufficiale della generazione beat , capellona e ribelle . Ma la Pravo, seppur contenta di essere stata eletta icona dell’emancipazione femminile , non ci stava a passare per virago fredda e insensibile ai richiami dell’amore romantico e  così , nella versione italiana della canzone “The times has come” di P.P . Arnold , si rivolgeva a un ipotetico lui , dicendo : “ Se perdo te , cosa farò / io non so più restare sola”.

Sicura del suo fascino magnetico e del suo talento ,  si cimentò anche nella recitazione , girando   dei “film musicarelli”  ( “Passeggiando per Subiaco” , “I ragazzi di Bandiera Gialla “ , “L’immensità”), ma , ahimè !, l’arte drammatica , non le si addiceva e , rifiutato il ruolo di protagonista nella pellicola premio Oscar “Il giardino dei Finzi -Contini”, offertole dal regista Vittorio De Sica ,alla vigilia della pubblicazione del suo album d’esordio , lanciò , nella trasmissione televisiva “Canzonissima” , sotto lo sguardo severo di Mina , il quarantacinque giri “La bambola”.  Nel 1960 , legatasi al batterista Gordon Angus Fagetter ,membro del gruppo inglese “Cyan Three”, incise la canzone “Il paradiso” , traduzione italiana , firmata dalla coppia Mogol /Battisti , del brano “If paradise is half  as nice” degli “Amen Corner” e,  come ogni interprete di successo che si rispetti, condusse un programma televisivo interamente dedicato al suo repertorio.

Nel 1970 , cedette ai richiami della  competizione sanremese e , in coppia con l’Elvis Presley nostrano, Little Tony, presentò ,alla platea del “Festival nazionalpopolare” , la canzone “La spada nel cuore”.

L’esperienza, si concluse con un quinto posto e l’assegnazione di un premio da parte della giuria di critici , cui seguì la partecipazione alla meno blasonata gara musicale televisiva  di “Canzonissima”, con il quarantacinque giri  “Tutt’al più”.

Il 1971 , fu un anno di cambiamenti (il passaggio alla casa discografica “Phonogram” , per la quale registrò tre album ,collaborando con cantautori stranieri, quali : il brasiliano Vinicius de Moraes  e il francese Jacques Brel  e,   con gli italiani   Francesco Guccini , Gino Paoli, Lucio Battisti) , segnato da un rocambolesco incidente avvenuto all’indomani di   un concerto tenuto in provincia di Lucca  : la cantante  , infatti, bersaglio del lancio di un posacenere da parte di una donna affetta da psicosi , fu costretta al ricovero in ospedale a causa del  trauma facciale riportato in conseguenza dell’aggressione.

Nel 1973, dopo il matrimonio con l’arredatore romano Franco Baldieri e , una breve e intensa  relazione  con  Riccardo Fogli , cantante della band italiana  dei“Pooh”, rientrata nelle fila dell’ “RCA”, riprese a cantare la sua “Pazza idea”.

Nel disco omonimo , disponibile in vinile e in musicassetta stereo otto   , dove  ,tra gli autori ,  figurava l’esordiente Riccardo Cocciante , la cantante veneziana aveva posto in evidenza  la sua ricerca di   sonorità internazionali ( si veda il brano “I giardini di Kensington” , cover di “Walk on the wild side” di Lou Reed) .

Dal 1974 al 1976 ,  si susseguirono i dischi : “Mai una signora” , “Incontro” , “Tanto”, nei quali la sua voce sposò la musica e le parole ,scritte apposta per lei , dai cantautori : Francesco De Gregori, Antonello Venditti , Bruno Lauzi  e  Sergio Bardotti .

Nell’Italia post sessantottina  e femminista  ,ma pur sempre bigotta ,  accettò di interpretare la coraggiosa “Pensiero stupendo”, suadente e velata descrizione  di un triangolo amoroso , firmata dal cantautore Ivano Fossati .

Il decennio Ottanta ,raccontò   una Patty Pravo provocatoria , che posava nuda per riviste maschili e , scioccava il pubblico del “Festival di Sanremo” cantando, vestita da geisha, un brano dall’atmosfera orientaleggiante.

Agli albori degli anni Novanta , decisa a prendersi una pausa dalle scene , partì per la Cina  dove registrò il disco : “Ideogrammi”. Intanto ,Vasco Rossi e Gaetano Curreri ,   rock star, l’uno , e  leader del gruppo degli  “Stadio”,l’altro ,  nelle  vesti di autori , le regalarono : “E dimmi che non vuoi morire” , una canzone che   riflette la sua personalità  eterea e malinconica  e che , portata in gara al “Festival di Sanremo” del 1997  , nonostante la sconfitta , conquistò critica e ascoltatori .

Camaleontica , poliedrica , nel 2000 è stata “Una donna da sognare” e , nel 2008 , a quarant’anni di distanza , nuovamente  “La  bambola”.

Nel 2009, confessatasi nell’ironica autobiografia “Bla, bla , bla “, è apparsa come una dea nel tempio  sanremese della musica , promettendo : “E io verrò un giorno là” e , nel 2011, in quello stesso edificio consacrato alle note , ha intonato il sofisticato brano “Il vento e le rose”.

Nell’ estate  del 2012 , Vasco Rossi e Gaetano Curreri  hanno composto per lei un altro ritratto musicale  : “La luna”  e  un malessere psicofisico , manifestatosi  nel corso di un spettacolo , l’ha  costretta ad annullare la tournée prevista  per quei mesi  e, addirittura ,  a prendere in considerazione l’ipotesi di un ritiro dalle scene .

Tuttavia,  l’ “eterna ragazza del Piper”,  è riuscita a vincere  le sue paure, per continuare a cantare la sua “folle, folle, folle  idea” di libertà e nel 2016, in occasione dei suoi cinquant’anni di carriera, ha partecipato ancora una volta al Festival di Sanremo, con il brano “Cieli immensi”, tra i singoli più scaricarti sulle piattaforme digitali, così come il disco ”Eccomi”, in cui duetta con cantanti , quali: Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Tiziano Ferro Gianna Nannini.

Fra il 2017 e il 2018, pubblicata l’autobiografia “La cambio io la vita che…”, edita da Einaudi, dapprima, ricopre il ruolo di giudice nella prima edizione di “Ora o mai più”, talent show di Rai Uno condotto da Amadeus e, poi,  partecipa di nuovo in gara al “Festival della Canzone italiana”, in coppia con il rapper-scrittore e attore Briga, con il brano “Un po’ come la vita”, classificatosi al  ventunesimo posto, e che anticipa l’uscita dell’album “Red”.

Raccontatasi nel 2020 in un libro fotografico a cura di Pino Strabioli e Simone Folco ed edito da Rizzoli , nell’inverno del 2021 viene celebrata  nella trasmissione di Rai Uno, condotta da Flavio Insinna, “A grande richiesta”, nella puntata   intitolata “Minaccia bionda”.

Di recente, ospite del programma di Amadeus “Arena Suzuky ’60,’70,’80 e ’90”, in onda sempre sul primo canale Rai, di sé ha detto: “Non riesco a parlare troppo del passato. Me lo chiedono sempre, ma non lo rivivo. Solo pochi flashback. Magari, quando sarò più grande, mi guarderò indietro. Ora, sono ancora giovane. La giovinezza è tutta nella mente , nel respiro, nella curiosità, che è fondamentale. Se non ce l’hai, ti ripeti in continuazione. Per questo , sono convinta che la musica serva all’animo di ciascuno di noi, poi , però, bisogna vedere com’è l’animo del mondo”.