Mar. Ott 4th, 2022

Primavera 1990 . Beverly Hills , città della contea di Los Angeles (California , Stati Uniti d’America) . Nella hall dell’esclusivo “Roosevelt Hotel ” , in Rodeo drive , passeggiata di boutique d’alta moda , la giornalista del “New York Times” , Margaret Erwin , seduta su di una poltrona in pelle ,  si appresta a intervistare gli attori Paul Newan e Joanne Woodward , alla vigilia della proiezione del film di cui sono protagonisti : “Mr and Mrs Bridge ” , del regista James Ivory . Gli attori , presentatisi puntuali all’appuntamento , fatti i convenevoli , prendono posto su un divano di fronte alla comoda sedia della cronista , che , impugnati una penna e un blocchetto per appunti , premuto il tasto d’accensione di un registratore , dà inizio alla conversazione . “Prima di cominciare vorrei ringrazarvi per aver accettato di fare questa intervista …soprattutto per avermi concesso la libertà di porvi  delle domande su qualsiasi argomento !….generalmente i vostri colleghi , una volta contattati  dai redattori del nostro giornale , inviano loro un foglio con una lista di domande da fare e da non fare , insomma dicono chiaramente : “Di questo non voglio parlare , di quest’altro  sì e bla , bla , bla…. ” ….Voi , invece , siete stati così , così …disponibili  ! ….Bene , per i pochi distratti che non lo sapessero la vostra non è soltanto una coppia cinematografica , che ha già recitato insieme in pellicole come : “La lunga estate calda ” o “Indianapolis ,pista infernale” , ma anche una coppia longeva di sposi …Essere realmente sposati , quanto vi ha facilitati o quanto vi ha condizionati nel girare un film come questo , incentrato sulla storia di due coniugi che , come voi , sono uniti da un trentennio ? . “Be’ , signora Erwin , in effetti , insieme con il regista Ivory abbiamo deciso di rendere questi personaggi , desunti da un romanzo di Evan S. Connell , nel modo più realistico possibile …insomma , abbiamo attinto molto dal nostro rapporto , se è questo che intende … ” , risponde Newan , tamburellando nervosamente con le dita su un  bracciolo  del sofà . ” “Walter” e “India ” Bridge , i coniugi che interpretiamo , abitano con i figli da trent’anni in una grande casa , a Kansas City …anche io e il signor Newman viviamo in un’enorme casa a Westport ,  nel Connecticut , insieme con le nostre tre figlie … ” , prende la parola Joanne Woodward  , agitando le estremità di uno scialle che le cinge le spalle ,  “La famiglia Bridge è una famiglia borghese , che si trova a vivere periodi complessi della storia americana : il proibizionismo , la Grande Depressione seguita al crollo della borsa di Wall Street del 1929 , la Seconda guerra mondiale , ma nonostante tutto resiste …certo non si può dire che tra la moglie e il marito qualcosa con il passare del tempo non sia cambiato !…. ” . “Joanne allude al fatto che i due , sistemati i figli , rimangono in casa da soli , scoprendosi completamente diversi da come ricordavano di essere : “Walter” , agli occhi di “India” , appare diverso dal giovanotto allegro e sfronatato che ha sposato trent’anni prima …ora è un uomo chiuso , serio , imperturbabile !…ma anche “India “appare a “Walter ” estremamente diversa …triste , scontrosa  e i due sembrano davvero non capirsi !… ” , spiega l’attore , inforcatosi un paio di occhiali scuri per proteggere i profondi occhi azzurri dalla luce del sole  ,  sprigionatasi d’un tratto nella hall . “A questo punto è giusto chiedervi se anche a voi sia capitata una cosa simile e se sì cosa avete fatto per superare le vostre incomprensioni ? … ” , domanda sempre più interessata la giornalista . “Be’ , sì ….qualche anno fa  abbiamo avuto qualche problema ! ,  è stato quando il signor Newman obbligava me e le nostre figlie a seguirlo in posti sperduti come  la Rift Valley per assistere alle numerose gare automobilistiche che disputava come pilota …sebbene ci tranquillizzasse noi eravamo terrorizzate all’idea che potesse restare coinvolto in un incidente !…Sì , devo ammettere che al tempo delle corse pensavo  spesso al divorzio , ma poi mi tornava in mente  l’espressione emozionata che aveva sul volto il giorno in cui ci unimmo in matrimonio  in una cappella di Las Vegas e desistevo dal mio proposito …. ” , racconta Joanne Woodward . “Senta signora , se lo vuol sapere non esiste alcun segreto o pozione magica che assicuri la durata e la riuscita di un matrimonio … ” , incalza la moglie  Newman  , aggiungendo : “Un matrimonio è una società 50% e 50% ! … e cosa fanno i soci per scongiurarne il fallimento ? , usano la stategia del rispetto  reciproco , della fiducia , della diplomazia e della tolleranza e poi …cosa vuole che le dica ?  :  le persone restano sposate per loro scelta , non perchè chiudano a chiave la porta ! ” . “Signori , mi spiace dover interrompere la conversazione , ma il tempo a disposizione della signora Erwin è finito …il conduttore televisivo della CNN vi sta aspettando nella suite , come stabilito , per un’altra intervista …” , li avverte il direttore del lussuoso hotel , avvicinandosi . Quindi la giornalista del “New York Times ” , alzatasi repentinamente in piedi , si congeda : “E’ stato un piacere incontrarvi Mr e Mrs Newman !” .

“Recitare per me è come dragare un fiume . E’ un’esperienza penosa . Io  non ho talento intuitivo . Recitare per me è faticoso e compiango sempre le mie interpretazioni ” . Con queste parole , pronunciate nel corso di un’intervista , rilasciata nel 2006 a un giornalista del periodico cinematografico italiano “Ciak” , l’attore hollywoodiano Paul Newman rivelava  il rapporto conflittuale con il suo lavoro di attore . Nato a Shaker Heights (Cleveland , Ohio) il 26 gennaio del 1925 , figlio di due immigrati europei , il padre era di origine slovacco-tedesca e la madre slovena , sin da bambino aiutò il padre , proprietario di un negozio di articoli sportivi . Conseguito il diploma alla “High School”  , si arruolò nella “U.S . Navy Corporation” , il corpo di aviazione della marina americana , ma a causa di un disturbo oculare dovette rinunciare alla carriera di pilota . Mitragliere nelle squadriglie di bombardieri ,  fu  in servizio sulle coste dell’oceano  Pacifico durante la Seconda guerra mondiale . Finita la guerra nel 1945 , tornò a Cleveland  per occuparsi  dell’esercizio commerciale di famiglia . Nel 1949 , sposatosi con Jacquiline E. Witte , dalla quale ebbe i figli Scott , Susan , Stephanie , data la somiglianza con l’attore Marlon Brando , notata dagli impresari hollywoodiani , incontrati durante il suo lavoro di commerciante , dopo aver frequentato la scuola d’Arte drammatica della “Yale University” e l'”Actor’s Studios” di New York , intraprese la carriera cinematografica . Debuttato in teatro , a Broadway , nel 1953 , nella commedia “Picnic” , ottenne il primo ruolo cinematografico , uno schiavo coinvolto nel furto del calice d’argento utilizzato dal Cristo nell’Ultima cena , nella pellicola di Victor Saville , “Il calice d’argento” . Oggetto di una recensione negativa da parte di un critico del “The New Yorker” , che scrisse : “Ha recitato la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali ” , comprò la pagina di un quotidiano al fine di chiedere scusa agli spettatori per la sua interpretazione poco convincente . Nuovamente sul set nel 1956 , girò diretto da Robert Wilse “Lassù qualcuno mi ama ” , storia del pugile “Rocky Graziano” , ritrovatosi dall’orfanotrofio direttamente sul ring , coinvolto in incontri truccati da gangsters della Mala . Separatosi dalla Witte , il 28 gennaio del 1958  si unì in matrimonio religioso a Las Vegas , con l’attrice , premio Oscar per il film “La donna dai tre volti ” ,  Joanne Woodward , conosciuta negli ambienti hollywoodiani e dalla quale ebbe le tre figlie Elinor , Melissa e Claire . Apparso sul grande schermo accanto alla moglie nella pellicola di Martin Ritt “La lunga estate calda” , nella quale impersonò il giovane vagabondo incendiario  “Ben Quich” , impiegatosi in una fattoria grazie alla generosità del proprietario  “Will Varner” (Oson Welles)  , di cui con il tempo conquista la fiducia , dal 1958 al 1974 fu protagonista di un’ascesa inarrestabile , interpretando “Billy The Kid” , assassino di una banda di criminali per vendicare la morte dell’amico ucciso in “Furia selvaggia” , di Arthur Penn , il borghese “Brick Pallett ” , in competizione con il fratello “Cooper” (Jack Carson ) per l’eredità di famiglia in “La gatta sul tetto che scotta” , di Richard Brooks , “Ari Ben Canaan “, esponente della resistenza ebraica , che , forzando il blocco inglese , riuscì a sbarcare in quello che sarebbe divenuto lo Stato d’Israele , in “Exodus” , di Otto Preminger , “Eddie Fulson” , giocatore di biliardo giunto ai vertici , ma destinato a perdere la partita cruciale della sua carriera in “Lo spaccone” , di Robert Rossen , “Hud” , giovane ribelle , maturato in seguito alla morte del padre in “Hud il selvaggio” , di Martin Ritt , “Nick” , fuorilegge condannato ai lavori forzati , morto dopo l’ennesimo tentativo di evasione in “Nick mano fredda” , di Stuart Rosenberg e il pilota di automobili da corsa , con una complessa vita familiare in “Indianapolis ,  pista infernale” , di James Goldstone . Nel 1968 sperimentò la regia , dirigendo il suo primo film “La prima volta di Jennifer” , che non entusiasmò i critici , inducendolo a riprendere la carriera di attore . Nel decennio Settanta , quindi , conobbe ancora il grande successo , impersonando “Henry Gondorff” , giocatore di poker che , insieme al collega “Jhonny Hooker “(Robert Redford ) , riesce , mediante una truffa , a estorcere a un gangster un ingente patrimonio  in “La stangata” , di George Roy Hill o il coraggioso “Doug Roberts” nella pellicola catastrofica di Jhon Gullermin e Irwin Allen “L’inferno di cristallo” , vicenda incentrata sull’incendio di un grattacielo di ottanta piani . Conosciuta l’ebbrezza delle gare automobilistiche grazie al film di James Goldstone girato nel 1968 , sviluppò una tale passione per le automobili da diventare egli stesso un pilota e gareggiare in competizioni e tornei di categoria amatoriale e professionale come la “President’s Cup” . Tuttavia non abbandonò il Cinema , realizzando , nelle vesti di regista ,  le pellicole d’azione “Sfida senza paura” e “Gli effetti dei raggi gamma sui fiori di Matilda ” e la commedia sentimentale “Harry e son” , storia di un operaio   e del suo rapporto controverso con il figlio e ,  in quelle di attore ,  i film “Diritto di cronaca” , di Sydney Pollack , vicenda di “Michael Gallagher ” , cronista d’assalto che indaga sulla morte misteriosa di un sindacalista e “Il colore dei soldi” , di Martin Scorsese , seguito de “Lo spaccone” , in cui l’attempato “Eddie Fulson” , ex campione di biliardo , istruisce il giovene “Vincent ” (Tom Cruise) sulle tattiche di gioco . Cimentatosi ancora nella regia con la pellicola “Lo zoo di vetro” , commosse gli spettatori interpretando la storia dei coniugi “Bridge ” in  “Mr and Mrs Bridge” , film di James Ivory , desunto dal romanzo omonimo di Evan . S.Connell . Vincitore di due premi Oscar ,  promosse  iniziative benefiche , adoperandosi  per la costruzione in Africa e in Europa di cittadelle sanitarie volte ad assicurare  l’assistenza e la cura di bambini e di adolescenti affetti da malattie come il cancro . Nonno irascibile , ammansito dall’amore del nipote , in “La vita a modo mio” , di Robert Benton , padre saggio e premuroso del vedovo “Garret” in “Le parole che non ti ho detto” , di Louis Mandoki  , detenuto fintosi malato per salvare la sua refurtiva , rubatagli poi da un’ astuta infermiera  in “Per amore dei soldi ” , di Marek Kanievska , nel 2002 regalò al pubblico la sua ultima interpretazione in “Era mio padre” , di Sam Mendes , vicenda di gangstars ambientata nell’America del proibizionismo . Scomparso dalle scene , perchè affetto da problemi di memoria , si ritirò nella sua casa a Westport nel Connecticut , dove visse in compagnia della moglie Joanne e dei figli , fino al 26 settembre del 2008 , giorno della sua morte . Spentosi all’età di ottantatre anni per via di un tumore ai polmoni , fu celebrato dai colleghi come : “La leggenda del Cinema” e dai critici , americani e non , che scrissero su patinate riviste del settore : “Paul Newman si è imposto come uno dei massimi rappresentanti del fascino maschile , con la sua bellezza spavaldamente esibita con ironia , ma anche lasciando affiorare tratti di fragilità tormentata . La sua grande passione erano le corse di auto . Il suo amore erano la famiglia e gli amici . Il suo cuore e la sua anima erano dedicati alla causa di fare del mondo un posto migliore . Era un uomo molto geloso del suo privato . Era molto difficile conoscerlo a fondo : poneva dei limiti invalicabili . Contrario al fasto di cui amano circondarsi le star di Hollywood , si faceva pagare bene , ma non ha mai superato i limiti della decenza . Raccontano che quando girò “La stangata” fece mettere sulla sua nota spese i costi della sauna portatile che aveva fatto installare vicino al set , il che non era poco in un’era in cui le grandi attrici pretendevano di fare la doccia con l’acqua minerale e di metterla in conto alla produzione” .