Gio. Ott 6th, 2022

ROMA- Non c’è niente da fare: lo stato non paga i comuni e da loro la possibilità di fare cassa con gli autovelox. La prassi è talmente consolidata che ora il PD da una ulteriore mano alle amministrazioni comunali. Infatti un emendamento all’articolo 18 voluto dal Pd e da altre forze politiche, fa delle multe degli autovelox un “bancomat” dai Comuni. L’emendamento prevede un cambio dell’utilizzo delle risorse che si ricavano dalle multe da Autovelox. I Comuni potranno usare i soldi raccolti con le multe per finanziare nel 2017 e nel 2018 tutte le spese che riguardano le funzione per la viabilità e la polizia locale e la sicurezza stradale. Finora la legge prevedeva l’utilizzo di una quota delle sanzioni per la realizzazione di interventi sul fronte della segnaletica stradale o il potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni stradali.

Il primo a ribellarsi è il Codacons che in una nota spiega le ragione del disappunto di questa riforma sugli Autovelox. “Noi siamo a favore della sicurezza stradale e per multe severe nei confronti di chi non rispetta i limiti di velocità – fa sapere il Codacons -, ma questa norma, così come studiata, appare pericolosissima perché le amministrazioni, grazie a tale misura, potranno disseminare le strade di autovelox e utilizzare i soldi delle multe non per incrementare la sicurezza sulle strade, ma per coprire i buchi di bilancio, pagare straordinari e stipendi dei vigili e realizzare opere stradali per le quali i cittadini pagano già le tasse”.

Insomma, ancora una volta si terra bruciata intorno ai cittadini, che prima si vedono vendere dalle aziende costruttrici, amiche delle lobby di potere, macchine che sfrecciano a 250 kmh, e poi si vedono multare perché la stessa macchina non può superare i 130 kmh. Un controsenso che andrebbe denunciato alla corte costituzionale europea per i diritti dell’uomo.