Ven. Lug 1st, 2022

L’Italia non teme più il virus. Ormai dappertutto la vita è ritornata nella piena normalità. Anche le precauzioni sembra siano andate a farsi benedire. Nella giornata di domenica su alcune spiagge si registravano sostanziosi affollamenti accompagnati da zero distanza di sicurezza. Insomma, sembra che tutto quello che abbiamo vissuto ormai è dietro alle nostre spalle, ma non è così.

A Pechino sono stati registrati altri 40 casi di coronavirus, con il totale dei contagi che supera quota cento in cinque giorni. Almeno 29 comunità locali della capitale cinese sono in lockdown, intorno a due mercati. In tutto sono circa 90mila le persone interessate su una popolazione complessiva di oltre 21 milioni di persone. La situazione dell’epidemia di coronavirus a Pechino è “estremamente grave”. Lo ha detto il sindaco della capitale cinese, dopo i nuovi dati dei contagi legati al cluster del principale mercato ortofrutticolo, lo Xinfadi, ormai saliti a 106.

Pechino ha meno contagi della nostra Lombardia, che ogni giorno fa registrare in media l’80% dei casi positivi che si registrano in Italia, eppure nessuno teme nulla. Mentre a Pechino sono entrati subito in allerta mettendo in sicurezza le aree dove più si sta diffondendo il contagio, in Lombardia tutto scorre tranquillamente.

La seconda ondata del coronavirus “la ritengo probabile. Non avrà certamente le dimensioni della prima e comunque sarà diversa da come ci aspettiamo. Si tratterà probabilmente di un continuum, la prosecuzione di quella che abbiamo attraversato. Il virus non ha smesso di circolare e continuerà a farlo”. Lo afferma Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive a Tor Vergata a Roma, in un’intervista a la Repubblica. Il virus “mette ancora paura, lo dimostra il focolaio del San Raffaele di Roma. Noi in questo momento in ospedale stiamo intubando il quarto paziente arrivato da quella struttura”.