Sab. Feb 4th, 2023

Nulla cambia per chi vive nella miseria. E nulla cambia per chi vive nelle periferie delle grandi città e nei piccoli comuni. Dopo la pandemia chi vive nelle periferie si sente ancor più abbandonato dallo Stato. Infatti le periferie sono quelle che soffrono maggiormente il distacco dai grandi centri. Sia nelle periferie delle grandi città sia nei piccoli comuni la situazione degenera giorno dopo giorno.

Il piccolo commercio ha sofferto durante l’epidemia, così si assiste, oggi, al fruttivendolo, il forno, il bar, che chiudono battenti sommerso dai debiti. Dopo le nove di sera le periferie diventano un deserto. Spesso capita di trovare nelle periferie anche una scarsa illuminazione serale, e fa ancora più paura uscire di casa. Stesso discorso vale per i piccoli comuni, dove la vita scorre silenziosa e chi può va via desertificando quei piccoli centri che sono la perla dell’Italia da nord a sud.

Va sottolineato che le periferie sono afflitte dallo spaccio e dalla microdelinquenza. Due nei che portano alla fuga dalle periferie. Finora non si è assistito ad un programma serio per far sì che le parti più decentrate delle grandi città siano oggetto di riqualificazioni capaci di farle rinascere. Ci vogliono azioni mirate per la riqualificazione urbanistica e nello stesso momento apportare tutte le misure necessarie per eliminare quelle sacche d’insicurezza che portano i residenti ad avere paura. Le periferie vanno considerate come parte integrante delle grandi città e non abbandonate a se stesse.