Dom. Set 25th, 2022

Inverno 2015. Roma , Piazza Piero Puricelli , quartiere Portuense. In un edificio moderno ha sede l’Actor’s Center , luogo di formazione e sperimentazione per giovani talenti e per  attori , registi e sceneggiatori  affermati. In una piccola sala al primo piano  il direttore artistico Michael Margotta, insieme con l’attore Pierfrancesco Favino,  discute con gli allievi di un seminario , riguardo l’importanza del  realismo psicologico nella recitazione . “Interpretare un personaggio , non significa soltanto imparare a memoria una serie di battute e recitarle più o meno bene , ma vuol dire entrare in un personaggio , essere il personaggio!…” , sottolinea con veemenza Margotta , regista e autore. “Sì , vabbuò  , le battute , l’interpretazione , il metodo Stanislasky …alla fine , però , è la faccia quella che conta!…” , obietta un ventenne  dal vago  accento napoletano , continuando con tono scettico   : “Ma non li vedete , quelli che recitano nelle fiction? so’ tutti belli , altro che bravura , altro che realismo psicologico!…” . “Insomma, basta! …te sei venuto qua pensando di imparare un mestiere , che è quello dell’attore o di fare un provino per un reality?…” , prende la parola ,adirato , Favino , “Questo è un lavoro vero …e , come ogni lavoro , necessita di  impegno , dedizione, sacrificio, umiltà…se non avete queste doti , prima ancora del talento , è meglio che ve ne andiate !…la bellezza ,in questo lavoro, può aiutarvi, certo !, ma più ancora possono l’intelligenza e la sensibilità…chiunque voglia fare l’attore non può pensare di avere una carriera lunga  solo grazie al suo aspetto gradevole !…” . “Secondo me,Favino , ce l’ha tanto su con i belli , perché è invidioso!…” , sussurra una studentessa all’orecchio di una collega ,  “E’ bravissimo , sì, certo…però  diciamocelo pure :  non è bellissimo , ma affascinante !” .

“Pier Francesco Favino , è uno degli attori più famosi e apprezzati non solo in patria , ma anche all’estero . Ha il carisma del leader . Non è bellissimo , ma affascinante” : così il giornalista Gianmaria Tammaro a proposito dell’ l’attore , interprete di successi cinematografici ,come: Romanzo criminale” e televisivi, quali: “Gino Bartali-L’intramontabile”. Nato a Roma il 24 agosto del 1969 , da genitori di origine pugliese , si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico , dopo un intenso studio affrontato con Luca Ronconi e Orazio Costa. Preso parte a  diverse produzioni teatrali, fra il 1991 e il 1995 ,esordisce in televisione con il film di Alberto Negrin “Una questione privata” , tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio e sul grande schermo , con la pellicola “Pugili” di Lino Capolicchio. Tra i protagonisti di serie televisive Rai e Mediaset di grande ascolto (“Amico mio” , “Ferrari” , “Padre Pio”) , nel 2001 interpreta “Marco” , unico amico sposato di una compagnia di trentenni eterni Peter Pan , nel film di Gabriele Muccino , “L’ultimo bacio” . Apparso nella pellicola di Gianni Amelio “Le chiavi di casa” , nel 2005 ottiene il ruolo del “Libanese” , capo della spietata banda della Magliana , nel film di Michele Placido , “Romanzo criminale” . Affermatosi attore maturo  grazie alla miniserie “Gino Bartali-L’intramontabile” , nel 2006 suscita  clamore nell’opinione pubblica per via della sua interpretazione di uno scrittore omosessuale in “Saturno contro” di Ferzan Ozpetek.  Apprezzato anche all’estero , (prende parte a diverse pellicole “hollywoodiane” , quali : “Le cronache di Narnia-Il principe Caspian” di Andrew Adamson , “Miracolo a Sant’Anna”di Spike Lee e “Angeli e demoni” di Ron Howard , tratto dall’omonimo libro di Dan Brown) , nel 2009 è “Giuseppe Di Vittorio” , uno dei padri del sindacalismo italiano , nella fiction  Rai “Pane e libertà” . Preso parte al film “Baciami ancora”, seguito de “L’ultimo bacio” , diretto ancora da Gabriele Muccino, nel 2010-2011 gira le pellicole di Lucio Pellegrini “Figli delle stelle” e “La vita facile” . Vestiti i panni de “Il generale della Rovere” , nell’omonina miniserie Rai , desunta dal romanzo di Indro Montanelli , nel 2012 interpreta diversi film : “L’industriale” di Giuliano Montaldo , “ACAB” di Stefano Sollima , “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana e la commedia “Posti in piedi in paradiso” di Carlo Verdone. Tornato a calcare i palcoscenici con “Servo per due”,adattamento della commedia britannica di Richard Bean  “One Man, Two Guvnors” e con “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni , nel 2014 interpreta “Niccolò” , padre di Marco Polo , nell’omonima serie andata in onda su Netflix e  si presenta  alla Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia con la pellicola “Senza nessuna pietà” di Michele Alhaique. Reduce dal largo consenso raccolto con il film di Sergio Sollima “Suburra” , è  tra i fondatori dell’Actor’s Center e direttore e insegnante presso la scuola di Formazione del Mestiere dell’Attore “L’Oltrarno”  di Firenze. Padre di due bambine avute dalla collega Anna Ferzetti ,  a chi sottolinei la sua bravura , elencando i diversi premi vinti (David di Donatello , Nastri d’Argento, Globi e Ciak d’Oro) , risponde : “Il mio mestiere è un privilegio …ho sempre rifiutato di vederlo e di viverlo come se fosse un fardello . Non voglio peccare di populismo , ma nonc’è niente per cui osannarmi ,  non vado di certo in miniera ogni giorno. Il mio mestiere è meravigliare : dopotutto è questo che voglio fare” .