Mar. Ago 16th, 2022

Quelle di maggio 2019 saranno elezioni europee molto infuocate per l’intera Europa dell’unione. I paesi iniziano a vivere una forte insofferenza, e se finora hanno tollerato e atteso delle risposte, ora le cose sembrano cambiare vistosamente.

Lo sta dimostrando il popolo francese, che ha messo in subbuglio la nazione piegando Macron. La Spagna inizia a rispondere, l’Italia l’ha già fatto il 4 marzo, la Grecia è in subbuglio ormai da tanti anni. Solo questi paese possono innescare un polverone senza precedenti.

La colpa è tutta della UE, che in tutti questi anni, dalla venuta dell’euro, ha posto l’attenzione sui conti pubblici dei paesi con forme di austerità che hanno bloccato la crescita e lo sviluppo di molti paese membri della UE. Una burocrazia europea che si è sommata a quella dei singoli paesi, ed ha portato al blocco di tutto.

I cittadini sono esasperati, poiché in tutti i paesi cresce la pressione fiscale, come aumenta il debito pubblico. La lotta dell’Europa era ed è la diminuzione del debito pubblica, cosa che non è mai avvenuta, e i debito ha continuato la sua corsa di crescita. Un’economia retta sulla finanza non ha funzionato. Il grave problema dell’Europa è la produzione che, nei fatti, si traduce a poco lavoro e di conseguenza poca occupazione.

L’Europa doveva avere prima massima attenzione verso le esigenze dei cittadini europei e poi guardare alla diminuzione del debito. Invece è stato fatto un lavoro all’incontrario, si è pensato alle banche e ai gruppi finanziari tralasciando il vero problema d’affrontare: la crescita delle nazione attraverso l’aumento della produzione. Invece si è creata una corsa inversa abituando anche i cittadini a vivere a debito, facendo acquisti senza usare il contante ma le rate, perché non c’erano le risorse necessarie per acquistare le cose.

Ecco, oggi però nessuno può fare più debiti per gli acquisti, e le cose si sono fermate del tutto. Oggi tutti i paesi della UE hanno bisogno di lavoro, di produzione, di economia interna, e questo l’Europa continua a sottovalutarlo, continuando a pensare al debito pubblico. Se non aumenta la produzione, non si esce da questa spirale infernale. L’Europa non può continuare con l’austerità, ma deve cambiare completamente rotto per non incappare in una tempesta da cui non potrà più uscire viva. I cittadini sono in subbuglio, i francesi sono un insegnamento.