Mar. Lug 5th, 2022

ROMA- Lentamente ci stiamo avvicinando alla situazione della Grecia, dove lì ormai la povertà è una spaventosa realtà. In Italia ci sono famiglie che non riescono a vivere dignitosamente. Il numero è spaventoso: 4,5 milioni di italiani sono poveri assoluti. Certo che l’euro ha fatto un disastro che paragonarlo alla seconda guerra mondiale non ha più senso: sta facendo più danni della seconda guerra mondiale. Una fetta di italiani non ha l’occorrente necessario ad un sostentamento minimo.

Il Piano nazionale contro la povertà ha ottenuto il via libera definitivo del Senato al disegno di legge delega che introduce il reddito di inclusione. Il provvedimento, collegato alla manovra, è stato approvato in commissione Lavoro a Palazzo Madama senza modifiche rispetto al testo che ha incassato il via libera della Camera il 14 luglio scorso. Si tratta della prima misura nazionale di contrasto destinata ad assicurare un sostegno economico al 24,5% dei nuclei familiari che risultano al di sotto della soglia di povertà. Il sostegno riguarderà circa 400mila nuclei familiari con minori a carico, ovvero un milione e 770 mila cittadini. Il varo del reddito di inclusione (Rei), che prenderà il posto del Sia (sostegno per l’inclusione attiva sotto forma di carta prepagata) uno strumento che verrà caratterizzato come livello essenziale di prestazione e che sarà dunque unico a livello nazionale e soggetto a un monitoraggio stretto da parte di una “cabina di regia” nazionale. La misura è articolata in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona, assicurati dalla rete dei servizi e degli interventi sociali. Per la componente economica, è previsto un limite di durata, con possibilità di rinnovo, subordinato alla verifica del persistere dei requisiti, ai fini del completamento o della ridefinizione del percorso previsto dal progetto personalizzato.

Fin qui quello che ha deciso il governo Gentiloni per contrastare il fenomeno della povertà. Ma dopo il provvedimento resteranno fuori quasi tre milioni di persone. La povertà è diventata una cosa seria, non si può pensare di destinare l’attenzione a pochi individui quando in giro c’è una massa di persone in sofferenza. I numeri dicono 4,5 milioni, ma è di sicuro più grande, poiché ci sono famiglie che con una spesa imprevista si ritrovano in situazioni di sofferenza. Spesso devono dirottare la cena o il pranzo nei centri caritas per ovviare alle spese impreviste. Il provvedimento del governo farà solo solletico alla difficoltà del momento.