Lun. Ago 8th, 2022

ROMA – Chi ha visto l’intervista a Porta a Porta di Matteo Renzi, avrà di sicuro percepito la difficoltà del segretario del PD di esporre idee concrete per il futuro del paese. Si è limitato ad attaccare i suoi avversari Berlusconi e Di Maio, continuando a vantarsi dei suoi ottanta euro e demolendo le speranze di chi oggi in Italia sta in difficoltà.

Ha contestato il reddito di dignità di Berlusconi e l’aumento delle pensioni minime a mille euro. Ha contestato il reddito di cittadinanza del M5S, ritenendolo un’offesa e non certamente la soluzione. Ma, in effetti, l’unico che non ha dato una certezza per chi non ha più nulla, è stato proprio Renzi, che a questo punto ha dimostrato di non avere soluzioni per aiutare nel concreto i cittadini. Ha parlato dei costi delle riforme dei suoi avversari, contestandole, perlomeno loro vogliono diminuire gli sprechi e dare ai cittadini, lui non ha indicato una strada per ridurre le difficoltà dei cittadini. Si è limitato a dire, come facevano i suoi compagni di merenda della sinistra, di combattere l’evasione fiscale. Sarebbe il caso di dire che l’evasione fiscale nel nostro paese è un prodotto dei poteri forti, solo un 20% può essere ad appannaggio, per esigenza, delle piccole attività imprenditoriali. Perché Renzi dovrebbe sapere che nel reale la tassazione è al 70%, quindi è impossibile poter portare avanti un’impresa e anche una famiglia. Poi, se vogliamo dire la sacrosanta verità, si deve dire ai cittadini che l’evasione è una fortezza della mafie, e per la maggiore sono loro che fanno più evasione di tutti, perché non possono rilasciare fattura dopo aver chiesto tangenti o innescato meccanismi di corruzione.

A Renzi andrebbe detto che chi non ha nulla non può pagare nulla, ma solo che in Italia chi non paga viene attaccato proprio dai governi, che attraverso i pignoramenti, mortificano ulteriormente i cittadini in difficoltà. Tutto ciò è successo maggiormente proprio con i governi di centrosinistra e sinistra, che hanno portato sul lastrico interi nuclei familiari e le imprese. Quindi dare un sostegno a chi è in difficoltà non è assistenzialismo, ma semplicemente la possibilità di poter uscire dal pantano e difendere anche i proprio beni dagli attacchi da parte dello stato.

Sul lavoro, poi, si è vantato del suo Jobs act, che altro non è, che una riforma che ha portato lavoro precario e schiavizzato. L’altro punto dolente è quello riferito all’Europa, dove Renzi si accanisce a difenderla. Anche su questo punto la verità non si dice, poiché proprio dalla venuta dell’euro si è creata quella crisi economica che ha coinvolto l’Italia trascinando milioni di cittadini in povertà e annientato il ceto medio. L’euro è stato la moneta che ha impoverito i cittadini e le imprese. Con due milioni al mese prima si era una famiglia agiata, oggi con  mille euro si è sulla soglia di povertà. Quindi Renzi dovrebbe spiegare perché con l’euro non si riesce più a fare nulla. Difendere l’Europa, causa della povertà, non è certamente la strada per catturare voti. Sarebbe il caso che Renzi cambiasse il consulente politico, perché gli sta facendo perdere milioni di voti.