Mar. Lug 5th, 2022

Siamo alle porte di una nuova stagione estiva. Quella passata ci trasmette tanti brutti ricordi. Uscivamo da un duro lockdown che ci aveva chiusi in casa per quasi due mesi. Poi l’orizzonte della libertà si affacciava e ci illudeva che tutto era finito. Così ci avevano fatto credere politici, scienziati, virologi, chi più ne ha più ne metta. Tutti ci abbiamo creduto. Forse.

Quando è arrivata l’estate, nel mese di giugno, il governo Conte II diede soldi ai cittadini, con il bonus vacanze, per mandarli in ferie. Una scelta scellerata fatta da un governo che non aveva proprio “brillato” nella gestione dell’epidemia. Si avviava una fase nuova per gli italiani. La fine delle restrizioni dava la sensazione che il virus era dietro le spalle. Anche l’obbligo della mascherina all’aperto fu eliminato. Ognuno si sentiva sul serio libero di ritornare a vivere senza più lo spettro del virus.

Una fase, però, che poi è stata pagata a caro prezzo a partire dal mese di ottobre, quando la nazione piombò in una tragedia peggiore di quella di marzo 2020, con più di 37mila contagiati che facevano presagire l’inizio di un vero e proprio dramma. E così è stato.

Siamo giunti all’estate 2021, all’orizzonte sembra che si stia prefigurando lo stesso scenario dello scorso anno. Si eliminano tutte le restrizioni, giustamente, per far partire la stagione estiva. L’affidamento maggiore è indirizzato sui vaccini. Si sta cercando di iniettare la prima dose a tutti per cercare di liberare quante più persone possibili. Sappiamo che i vaccinati possono contagiarsi e contagiare. Allora il timore è che a settembre possiamo ritrovarci con tanti positivi proprio tra tutti quelli vaccinati che, forti della libertà ricevuta dalle istituzioni politiche e sanitarie, possono andare in giro liberamente e tranquillamente infettarsi e infettare. E sì, perché il virus circola ancora, quindi se la logica non è un’opinione, dal mese di settembre potremmo assistere ad un ritorno, forse in maniera diversa, del numero dei contagi. L’ipotesi non può essere scartata.

Per gioire del tutto, per poter dire è finita, il virus deve morire, scomparire dalla circolazione. Non c’è altra strada. Il mondo è troppo grande, viaggia ad una velocità impressionante da un capo all’altro, è il virus finora ha dimostrato di viaggiare comodamente in aereo e in treno. Ciò significa se il mondo occidentale, quello moderno, sta vaccinando, più di mezzo mondo non riceverà nulla o lo riceve col contagocce. Quindi quasi cinque-sei miliardi di persone non riceveranno l’adeguata assistenza sanitaria. E se il virus continua a circolare l’esultanza non ha senso, poiché si tratta di una pandemia e non di una epidemia localizzata. Non vorremmo che la sensazione di libertà di oggi si tramutasse in un nuovo caos dopo, proprio perché intorno a questo virus ci sono ancora tante incertezze che non danno mai risposte certe. Per concludere, nonostante i vaccini, la responsabilità deve essere ancora alta, altrimenti il tunnel si potrebbe fare sempre più lungo.