Lun. Lug 4th, 2022

In venti anni abbiamo perso i migliori marchi creati dopo la seconda guerra mondiale da uomini e donne che hanno ricostruito un paese. Quasi tutto il nostro mady in italy è finito in mano straniere. Invece di tenerceli stretti stretti, abbiamo permesso che volassero via. Oggi sta succedendo anche per le nostre spiagge, e c’è il rischio di perderle e vederle finire in mano a colossi stranieri.

Il nostro paese sta perdendo la sua sovranità. La sua forza di nazione diventando succubi e schiavi dell’Europa. Le concessioni balneari presenti sul nostro territorio finiranno all’asta, e un altro pezzo del nostro Paese potrebbe essere ceduto in mani straniere. Il mare è nostro, le nostre spiagge sono nostre, ci appartengono, sono degli italiani, non devono essere messe in mano straniere.

Poi ci sono i sacrifici di chi campa sulle spiagge. Ci sono di mezzo centomila posti di lavoro. C’è tutta una filiera che vive di mare. Ci sono 6.138 stabilimenti il cui contratto andrà in scadenza il 31 Dicembre 2023. Per comprendere la portata di questo disastro, basta guardare ai 12 ettari di litorale che con 9 Milioni di euro Red Bull ha acquistato a Trieste. Non si intravedono reazioni o pentimenti nel campo politico.

Ora i soliti leader dei partiti della maggioranza daranno finta battaglia contro la direttiva comunitaria Bolkestein e soprattutto sul DL Concorrenza voluto fortemente da Draghi. Come fatto nel passato alla fine i partiti si caleranno le brache e voteranno compatti alla mattanza delle spiagge italiane. Non penseranno alle tante famiglie che devono il loro sostentamento agli stabilimenti.
Ci sarà poco da fare, il destino è segnato. Purtroppo a opporsi saranno in pochi. A parte le associazioni di categoria e i piccoli imprenditori del settore, i politici faranno solo passerelle e poi si venderanno i balneari.