Mar. Ott 4th, 2022

La diplomazia mondiale ha fallito. In questa guerra la maggior sconfitta è la diplomazia. Sin dall’inizio si è cercato di inasprire gli animi invece i iniziare da subito una approccio concreto con Putin e lo stesso Zelensky affinché le ostilità si fermassero sul nascere.

“Dobbiamo essere pronti ad un lungo confronto con la Russia, per questo dobbiamo mantenere le sanzioni e rafforzare la nostra difesa”. Lo ha detto Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, aprendo il Consiglio atlantico al livello dei ministri degli Esteri.

Ecco, se questo è il futuro che ci aspetta, allora sul serio la parte diplomatica non ha capito nulla. La guerra va fermata subito e non certamente usata per cavilli che non possono riguardarci. L’Europa è quella che rischia più di tutti. L’America non rischia nulla, anzi, può solo trarre vantaggi dal conflitto in Ucraina.

Ognuno difende il suo orticello da una parte e dall’altra. Nella conversazione con il premier ungherese Viktor Orban, il presidente russo Vladimir Putin ha respinto le accuse a Mosca sui crimini di guerra a Bucha, parlando di “provocazioni rozze e ciniche” da parte dell’Ucraina. Lo riferisce il Cremlino, secondo cui i due leader hanno inoltre discusso delle relazioni bilaterali e dei colloqui con Kiev. Lo riferisce il Cremlino. Mentre Zelensky in un videomessaggio al Parlamento irlandese accusa la Russia di usare la fame per prendersi l’Ucraina. E afferma che le azioni russe porteranno a una carenza di prodotti alimentari e a costi altissimi per milioni di persone nel mondo. E torna a chiedere di convincere l’Ue a inasprire le sanzioni contro Mosca per fermare la macchina da guerra russa, rimproverando gli europei per “l’indecisione” sulle sanzioni.

Insomma, troppo propaganda che non porta da nessuna parte. Gli unici che stanno pagando il prezzo di questa guerra sono i civili e i bambini ucraini. Mentre i big del mondo continuano a combattere la loro guerra al calduccio e con tutti gli averi a loro disposizione. La guerra si può fermare, ma ci vuole la volontà per farlo.