Lun. Ott 3rd, 2022

E’ partito all’insegna dei  ribassi il nuovo anno per i prezzi all’ingrosso delle carni. A gennaio l’indice elaborato da Unioncamere e BMTI ha registrato infatti un calo del 4,5%  rispetto a dicembre. A guidare i  ribassi sono state le carni di pollame, i cui prezzi hanno accentuato il calo che si era già osservato in chiusura di 2018. Complici l’ampia offerta e i consumi ridotti, i prezzi della carne di pollo hanno perso il 18,1% rispetto a dicembre mentre per la carne di tacchino il calo è stato dell’11,6%. Forte è anche il ridimensionamento rispetto allo scorso anno, pari a un ‐22,6% per il pollo e a un ‐13,3% per il tacchino. Listini all’ingrosso in forte calo anche per le carni suine, con i prezzi scesi   del   ‐9,2%   rispetto   a   dicembre.   Tra   i   vari   tagli   suini,   i  ribassi   hanno   colpito   iparticolare i lombi, in calo di oltre il 10% su base mensile. I prezzi attuali delle carni suine restano più bassi anche rispetto allo scorso anno (‐14%). Dopo il forte aumento osservato a dicembre, il 2019 si è aperto mostrando un mercato meno vivace per le carni di agnello, i cui prezzi  hanno ceduto l’1,5%  su base mensile,  pur confermandosi  ben  più elevati rispetto a dodici mesi fa (+29,6%).  Nel   comparto   lattiero   caseario,   dopo   aver   chiuso   positivamente   il   2018,   le   prime settimane del 2019 hanno messo in evidenza ulteriori rialzi per i prezzi all’ingrosso dei formaggi stagionati (+8,1%), ancora trainati dagli aumenti registrati per Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Grazie ai nuovi  rincari, è cresciuto anche il divario  rispetto allo scorso anno, pari ora a un +15,9%. A Secondo mese consecutivo di calo per il latte spot, che, dopo il ‐2,7% di dicembre, ha subito a gennaio un ulteriore ‐3,3%. I prezzi attuali si mantengono   comunque   più   alti   rispetto   all’anno   precedente   (+19,5%).   Avvio   d’anno negativo anche per i prezzi delle uova (‐3,7% rispetto a dicembre), che rimangono inoltre ben al di sotto dei livelli segnati dodici mesi fa (‐19,9%). Nel comparto degli oli e grassi, il 2019 si è aperto per l’olio di oliva mostrando un mercato statico e listini di fatto invariati rispetto a dicembre. Resta comunque positivo il confronto con lo scorso anno (+17%). Tra le materie grasse, si è osservato ancora un calo ‐ il quarto consecutivo   ‐   per   i   prezzi   del  burro   (‐2,2%),   che   si  mantengono  più   bassi   anche   nel confronto con l’anno precedente (‐7,4%). Tra i prodotti dellafiliera cerealicola, ulteriori segnali di rialzo si sono registrati per la semola (+2% per gli sfarinati di grano duro), in linea con gli aumenti rilevati nelle primesettimane dell’anno per il grano duro. Positivo l’avvio d’anno anche per il prezzo del riso(+3,1%), che si conferma in forte crescita anche rispetto a dodici mesi fa (+36,6%).