Mar. Dic 6th, 2022

Mancano pochi giorni all’inizio della nuova legislatura, che vede il ritorno al governo del centrodestra a trazione destra. Con Giorgia Meloni pronta a ricevere l’incarico da Premier dalla mani del capo dello stato. Già la procedura per arrivare al nuovo esecutivo andrebbe rimodulata, poiché passa troppo tempo prima che un nuovo governo, legittimato dal popolo, prende il via. Su questo bisogna riflettere e agire. Ma molto prima che il governo si insedia già si moltiplicano le polemiche intorno ad un governo che ancora esiste. Soprattutto intorno alla probabile premier. Stanno scendendo in campo tutti: Europa, alta finanza, industriali, società di rating, opposizione, insomma, tutti dicono la propria senza ancora aver visto in azione il governo.

Infatti come racconta Il Sole 24 Ore, Moody’s sceglie la formula più diretta per lanciare l’avvertimento alla nuova maggioranza: “Probabilmente declasseremo il rating dell’Italia se dovessimo anticipare un indebolimento delle prospettive di crescita per la mancata attuazione delle riforme” collegate al Pnrr. E nel caso di Moody’s, va ricordato, “un downgrade porterebbe il debito italiano nell’area del ‘non investment grade’ (junk), che chiude gli acquisti dei titoli italiani da parte di molti investitori istituzionali”. Ma il governo ancora non c’è!!!

Questo è solo uno degli esempi che portano l’Italia ad essere sempre considerata un paese da osservare costantemente. L’impressione, però, che si voglia da subito tentare di lanciare avvertimenti sotto banco al prossimo governo, per dire o si fa come diciamo noi o siete contro di noi. Meloni è avvisata. L’Italia rimane un paese sovrano dentro l’unione europea, ma pur sempre un paese sovrano, ed ha i suoi governi legittimati dalle urne, e non può essere più considerata un paese alle dipendenze di qualcuno che decide a piacimento cosa deve e non deve fare.