Gio. Ott 6th, 2022

ROMA- A voglia a te Renzi di esultare su striminziti dati sull’occupazione, il primo maggio è la festa del non lavoro. A festeggiare il 1° maggio saranno circa 22 milioni e 500 mila italiani  (lavoratori dipendenti più autonomi) e sebbene gli ultimi dati presentati ieri sulla disoccupazione dall’Istat ci dicono che le cose stanno migliorando, il nostro paese continua a registrare dei ritardi occupazionali molto preoccupanti. Tra i 28 paesi dell’Unione europea solo la Croazia (55,8 per cento) e la Grecia (50,8 per cento) presentano un tasso di occupazione più basso del nostro (56,3 per cento). Questo tasso, ricordano dalla CGIA, è ottenuto rapportando il numero degli occupati presenti in un determinato territorio e la popolazione in età lavorativa tra i 15 e i 64 anni.  In Italia la platea degli occupati registra un gap di 17,7 punti percentuali con la Germania, di 16,4 punti con  il Regno Unito e di 7,9 punti con la Francia.

Numeri e soltanto numeri, che in nessun modo rispecchiano la realtà dei fatti, quella che va toccata quotidianamente per mano e si scopre che i senza lavoro sono veramente un platea infinita. Numeri che non possono essere presi in considerazione come fonte di ottimismo, perché non lo sono. Renzi si gioca le carte sempre prima di ogni elezioni, ma la speranza per popolo italiano è quella di vederlo cadere sul referendum costituzionale, in modo tale, con la promessa che ha fatto, si ritira dalla politica poiché i guai che sta portando al paese sono veramente troppi.