Dom. Gen 29th, 2023

ROMA -“Sindacati, basta monopoli. Noi non vogliamo diminuire l’autonomia sindacale ma vogliamo un sindacato che torni a fare esclusivamente il difensore dei diritti del lavoratore e vogliamo che tutti i sindacati possano avere la possibilità di tornare a ‘contare’. Perché la libertà sindacale deve esprimersi anche attraverso la reale rappresentatività, che non deve basarsi su un criterio di comparazione esclusivamente nazionale ma anche territoriale ovvero aziendale. Ciascun sindacato deve poter incidere sulla efficacia contrattuale e nelle relazioni, in base alla capacità di rappresentanza in un dato territorio o in una data azienda. Non certo come oggi, con dirigenti di sigle storiche che si sentono gli unici portatori di diritti ed hanno un incidenza maggiore rispetto ad altri, anche se in determinate realtà i primi non hanno iscritti, mentre i secondi si”. E’ quanto dichiara il senatore del Movimento 5 Stelle, Sergio Puglia.

“Luigi Di Maio ha ragione da vendere quando sostiene sostenendo che ‘dobbiamo dare più possibilità ad aggregazioni giovani di contare ai tavoli di contrattazione, dobbiamo dare più possibilità di ricambio nelle organizzazioni sindacali’. Non mi stupisce che a queste idee la Camusso risponda infastidita. Non riesco però a comprendere bene se il suo fastidio è su questa prima parte del discorso o sul punto in  cui Di Maio afferma che ‘un sindacalista che prenderà la pensione d’oro’ ha poca credibilità per rappresentare un giovane di trent’anni”.

Piuttosto alla Camusso – conclude Puglia – vorrei chiedere dove eravate quando i vostri amici del Pd hanno presentato il Jobs Act in Senato?  Perché non siete venuti a manifestare massicciamente nel periodo in cui si poteva ancora incidere sul provvedimento (era ancora in prima lettura ed era ancora nella fase della discussione generale)? Perché gli unici a venire a manifestare sotto al Senato nel periodo in cui si poteva ancora incidere sul provvedimento furono soltanto i sindacati di base. Perché avete deciso di manifestare contro il Jobs Act solo nella fase finale del provvedimento, quando cioè, tutta la discussione e le votazioni in commissione erano ormai terminate ed il provvedimento era già in seconda lettura? Perché ci avete lasciati soli a combattere contro il Pd e Berlusconi? Cosa vi ha fermato? Cosa vi ha fatto ritardare? Quanto ha inciso sul vostro ritardo l’amicizia con Monti, con Damiano, col Pd, etc…?