Lun. Lug 4th, 2022

ROMA – Ormai non c’è più via di uscita: lo stato per mantenere la macchina pubblica continua a fare debiti su debiti. La cosa che più fa piangere, è che mentre il paese vive una situazione difficile, il premier Renzi si regala un aereo da più di trecentomila euro al mese per girare il mondo. Ormai questo stato è un po’ come quei padri di famiglia che guadagnano poco ma spendono il doppio indebitandosi per farlo. Renzi è così, guadagna poco come governo, ma spende il doppio di quello che guadagna e lo fa anche a malo modo.

La ripresa tanto decantata dal non eletto non si è vista, e l’Italia si sta indebitando fino al collo invece di tirare la cinghia cosa che, invece, i governanti da strapazzo chiedono continuamente ai cittadini. Invece di fare riforme serie capaci di tirare il pese fuori da questa situazione che può esplodere all’improvviso, perde tempo in parlamento sulle unioni civili, mentre ci sono condizioni di disagio nei giovani, cinquantenni, imprese e commercio.

Al 31 dicembre 2015 il debito pubblico ha fatto un nuovo balzo in avanti arrivando a toccare i 2.169,9 miliardi. A fine 2014 il debito ammontava a 2.136,0 miliardi e già valeva il 132,4% del pil. Sono numeri da cardiopatia in un paese dove i consumi rallentano sempre di più e le imprese continuano a chiudere o traslocare altrove. Lo stato si indebita, ma di conseguenza si indebitano anche i cittadini per pagare lo stato che chiede continuamente sempre più tasse. È un vortice che non tenta fermarsi. Un’emorragia che presto si può trasformare in un infarto che pone fine all’esistenza dello stato italiano.