Lun. Ott 3rd, 2022

Ora posso, sì che posso. C’era una stella nel cielo. Era luminosa al punto di abbagliare completamente la mia vista.  Ogni sera era la mia compagna preferita: mi sosteneva nella mia disperata solitudine.

La tua voce accompagnata dalla sua luce, in quella terra lontana, alleviava la tristezza di un soldato in tempo di pace.  Ogni sera un progetto, ogni attimo della giornata circondato dai ricordi; ogni momento la mente chiamava il tuo nome. Quanta tristezza.  Nonostante quella forzata lontananza, eravamo talmente vicini che nulla sembrava poterci separare.

L’atterraggio all’aeroporto mi sembra un’eternità. Dall’oblò cerco di scorgere il tuo volto. Voglio vederti ancor prima di abbracciarti, il mio cuore sorride, porto con me la voglia di amarti con tutto l’amore che riporto in Italia.  In questa notte, mentre scendo le scale dell’aereo che, dopo tanti mesi mi riporta a casa, nel buio, la mia amata non c’è.  Sono l’uomo più triste del mondo, tutti sono accarezzati e abbracciati dall’amore, io sono solo col mio silenzio.  Due lacrime scendono lungo il mio volto. Ho capito che in tutti quei mesi forse la donna che amo, mi ha mentito.  Giro tutta la notte nella città eterna, una volta a ponte Milvio cerco di trovare il nostro catenaccio, voglio aprirlo per buttarlo nel Tevere.  Quanto dolore. È sparita nel nulla, mi ha mentito. Io caldeggiavo progetti per il mio ritorno, la mia amata si coccolava tra le braccia di un altro amore.  Com’è crudele la vita. Non puoi allontanarti un po’ che ti pugnalano alle spalle. Che stronzo che sono stato.  Ma a volte una luce si spegne e un’altra si accende, e mentre cammino sperduto nella città eterna incontro una donna minuta, dagli occhi lucidi dalle lacrime, e avvolta da tanta paura. So riconoscere quello stato d’animo. Per mesi ho incontrato persone impaurite dalle angosce della guerra.  Gli asciugo le ultime lacrime. Gli do il mio cappotto per riscaldarla da tanta sofferenza. I suoi occhi sono di un azzurro che nemmeno il mare ha.  Mentre mi racconta la triste storia della sua vita, uno squillo enunciava la fine del mio amore. “Perdonami non ce l’ho fatta a guardarti negli occhi e dirti che è finita. Amo un altro, non volermene“.  Che belle Parole. Ho voglia di piangere, ma quell’angelo dal volto sconosciuto, mi prende una mano e dice: “L’amore è bello quanto si è in due ad amare, se ama soltanto uno, è dolore”.  Stringo quest’angelo tra le mie braccia. Una minuscola ragazza sta alleviando la mia sofferenza.  È  uscita dal nulla, e l’unica sua amica è la povertà. Io soldato coraggioso e ambizioso, mi lascio piegare dall’amore. L’alba riporta la luce nei nostri cuori, e quel volto diventa ancora più bello, quando la luce del giorno lo illumina.  La raccolsi per strada in quella sera di dolore, la portai nella mia vita dandogli tanto amore, e lei mi ha regalato tutto ciò che la vita non mi avrebbe mai potuto dare.

Tu sparisti in quella sera che tornavo dopo tanti mesi di distacco, non ti trovai, oggi non so se ringraziarti o portarti ancora rancore, ma quando guardo negli occhi la creatura più bella, dolce, e pazzamente innamorata di me, devo ringraziarti.  Quella sera tu non c’eri, ma io incontrai l’amore più bello e più grande della mia vita.  Mi ha regalato un angelo stupendo che ho chiamato stella, la stessa stella che per me brillava nel cielo in quelle notti di malinconia, mentre qui a Roma si era già spenta. Ma alzando gli occhi al cielo, oggi, al mio fianco c’è la stella più luminosa e meravigliosa di questa terra.  TI AMO AMORE MIO. Quella desolante sera, si è rivelata la sera più bella della mia vita. Ti ricordi, dopo due giorni siamo andati a ponte milvio, abbiamo chiuso il catenaccio del nostro amore, e buttato nel Tevere le chiavi della nostra passione. Mai più nessuno ci dividerà, perché tu e stella siete la cosa più preziosa  che possiedo. Grazie amore, quella donna, dal giorno che ho incontrato te, non è più esistita. Nella mia vita da quella sera ci sei soltanto tu e la mia dolce STELLA. Grazie per amarmi così tanto.

I fatti narrati nel racconto sono esclusivamente frutto della fantasia dell’autore. Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale.

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