Dom. Set 25th, 2022

Estate 1980. Cesenatico, comune della provincia di Forlì-Cesena al centro della Riviera romagnola, tra Rimini e Ravenna. All’alba del giorno di Ferragosto, sulla scogliera  adiacente al porto, il cantante, musicista, patron dell’Orchestra del liscio, Raoul Casadei, sta pescando, quando viene avvicinato da un ambulante, venditore di ventagli, che esclama: “Ohé, ma guarda un po’ chi si vede, il signor Casadei, il “re del liscio”!…”, continuando, “Ma cosa ci fa lei qui, a quest’ora,  il giorno di Ferragosto?…”. “Con la canna e la lenza cosa pensa che possa fare?…pesco ,no!…Lei, invece, è sempre così mattiniero nel suo commercio?…”, risponde alla domanda dell’ambulante, chiedendo a sua volta.“Ma cosa vuole che le dica, signor Casadei…io inzio prima per guadagnare prima e meglio degli altri, sa, in spiaggia c’è concorrenza…quindi, festivi inclusi, che sia domenica o Ferragosto, per me ha poca importanza, mi trova sempre qua!…Piuttosto, lei non mia risposto : che ci fa qui tutto solo soletto il giorno di Ferragosto?, la Festa dell’estate, non dovrebbe cantare e suonare con la sua orchestra nel suo locale per festeggiare?…”, rilancia l’ambulante. “Sì, ha ragione,ma la pesca, per me, è un passatempo irrinunciabile…e la mattina presto vengo qui per rilassarmi!…”, risponde Casadei, incalzando l’ambulante: “Piuttosto che parlare di me, parliamo di lei…Ma com’è che è così pensieroso, così scuro in volto?…”. “Lei, dice?, allora se n’è accorto?…Eh, lo so, è da un po’ che è così…il fatto è che la mia attività, la vendita dei ventagli in spiaggia, non va più tanto bene come un tempo…e io non so  che fare…ho tre figli da mantenere, mentre mia moglie fa la cameriera e  mi aiuta come può…Io ho provato anche a cercare un altro lavoro, ma niente!…e quindi non mi resta che venire in spiaggia fin dalle prime ore del mattino per trovare il maggior numero di clienti in un’intera giornata…e così passano le settimane intere, passa l’estate e io non ricordo neppure più quand’èl’ultima volta che ho sorriso!…”,constata l’ambulante, interrotto da Casadei, che chiosa: “Mò senta, io mi devo proprio scusare con lei…Io non pensavo, non avevo proprio capito che fosse così in difficoltà…Lo sa che ciò che ha detto è davvero grave?…Lei non sa più sorridere?…è pazzesco!…un essere umano non dovrebbe mai smettere di sorridere!…E allora sa che le dico?…che lei da domani o se vuole anche da stasera, viene a lavorare con me, nel mio locale, dove si canta , si suona e si balla il liscio !…Noi siamo una grande famiglia, vedrà, con noi starà bene e potrà tornare a sorridere con i suoi affetti… Anche mio nonno Secondo, sa?, quello che ha scritto la canzone “Romagna mia” e ha fondato nel 1928 l'”Orchestra Casadei”, nel Dopoguerra era disperato,ma poi si è rimboccato le maniche ed eccoci qua…lei non deve perdere la speranza!…e poi ha incontrato me, quindi vede che le cose belle possono accadere quando meno ce lo aspettiamo?…L’importante è conservare sempre la voglia di sorride, anche dei guai, perché  il segreto per vivere bene, oltre a un bicchiere di buon Sanngiovese, è non perdere mai la forza della leggerezza!…”.

“Se ne va una generazione che rivendicò per sé il traguardo edonista di un ombrellone e due sdraio a Rimini, forse l’ultima che abbia pensato la  vita come un bicchiere mezzo pieno di Sangiovese”. Così, il giornalista de La Repubblica, Michele Smargiassi, a proposito di Raoul Casadei,  cantante e musicista dell’ omonima Orchestra  di musica popolare. Nato il 15 dicembre 1937 a Gatteo, comune in provincia di Forlì-Cesena, dopo gli studi presso l’Istituto Magistrale, insegna in varie scuole Elementari, coltivando parallelamente  alla docenza, la passione per la musica. Infatti, nei primi anni Sessanta, suona nel gruppo rock e swing “Little Band“e scrive poesie e testi di canzoni, che suo zio, Secondo, fondatore dell’Orchestra Casadei,  formata nel 1928, incide nei suoi vinili 78 giri. Poi, entrato nell’Orchestra, calca i palcoscenici insieme con lo zio, cantando brani da lui composti come “Io cerco la morosa“, trasmessa anche dal programma radiofonico Rai “Alto gradimento“, condotto da Renzo Arbore, e partecipa a una delle prime edizioni del Festivalbar. Nel 1971, scomparso lo zio Secondo, autore del brano “Romagna mia“, abbandona l’insegnamento a un anno dalla pensione per dedicarsi solo all’Orchestra di famiglia. Quindi, compiuta a livello nazionale la “rivoluzione del liscio”, tiene oltre 365 concerti all’anno, spostandosi presso le varie città italiane a bordo di un pullman dotato di bar e cuccette. Innovatore,anticipatore e inventore di nuove parole e slogan entrati nel linguaggio corrente, nel 1972 crea la prima cooperativa musicale,affermandosi come il “Re del liscio”. Poi, raccolto un largo consenso con le canzoni : “Ciao mare”, “Simpatia”, “La Mazurka di Periferia”, “Romagna e Sangiovese”, “La mia Gente” e “Romagna Capitale“, partecipa a manifestazioni canore ed eventi (Festival di Sanremo, Festivalbar, Disco per l’estate e Giro d’Italia) e a numerosi programmi televisivi. Nel 1976, fondata a Ravenna la più grande balera italiana , la Ca’ del liscio, si cimenta anche nel Cinema, prendendo parte ai film: “Di che segno sei” di Sergio Corbucci, con Adriano Celentano e Mariangela Melato e  “Vai col liscio” di Giancarlo Nicotra ,con Alberto Sordi, Renato Pozzetto, Adriano Celentano e Fred Astaire. Interprete di spot pubblicitari e fotoromanzi, compone le musiche di sigle per note trasmissioni televisive, quali: “Domenica In” e per soap opere. Negli anni Ottanta, ideato il genere “Latino-Romagnolo” e , fondata la Casadei Produzioni, realizza sulle spiagge della riviera romagnola una balera galleggiante costruita su una motonave-trasporto  per turisti, denominata “la Nave del Sole“. Nuovamente sul set , diretto da Sergio Corbucci in un cameo nella pellicola  “Rimini,Rimini,Rimini“, nel 1996 calca ancora una volta il palcoscenico del “Festival della Canzone” in qualità di ospite del gruppo Elio e le Storie tese, in gara con il brano “La Terra dei Cachi“. Nel  1998, invece,  dà vita a un Festival del ballo mondiale , il Balamondo, nel quale si esibiscono artisti internazionali come la cantante  Gloria GaynorTito Puente , autore e percussionista di latin jazz, con cui scrive un brano sui ritmi del Mambo. Ispiratore di film come “La nottata” di Tonino Cervi , “Ogni volta che te ne vai” di Davide Cocchi, con Fabio De Luigi e “Liscio” di Claudio Antonini ,con Laura Morante, nel 2000 passa il testimone dell’Orchestra Casadei ai figli Mirko, Mirna e Carolina, avuti dalla moglie Pina, maestra di origini partenopee conosciuta in Puglia durante glia anni di insegnamento e sposata il 27 gennaio del 1963. Naufrago vip nel reality show di Rai due  “L’isola dei famosi“, nel 2013 diventa  bisnonno. Il 2 marzo del 2021, contratto il Covid19, viene ricoverato presso l’Ospedale Bufalini di Cesena , dove, dopo una degenza di due settimane , si spegne il 13 marzo , all’età di ottantatré anni. Salutato dalla famiglia in forma strettamente privata, senza rito né civile né religioso, di recente, in un’intervista a “Famiglia cristiana”, aveva detto di sé: “Mi sono ritirato trentatré anni fa. Quasi ogni giorno, mi viene in mente l’idea per una nuova canzone,ma la lascio lì perché ogni frutto ha la sua stagione. Conduco una vita attivissima, tra l’orto, le buone letture, la pesca delle anguille e le nuotate seguite dalla pasta fredda che ogni giorno mia moglie mangia con me a pranzo sotto l’ombrollone. Io guardo sempre al futuro. Mi piacerebbe, per esempio, che Pupi Avati girasse un film sulla mia vita. Comunque, non ho paura del tempo che passa. Qualche giorno fa nuotavo in mare aperto. Mi sono girato e ho visto che ero solo. Anche in spiaggia non c’era nessuno. Ho pensato che se mi fossi sentito male, nessuno sarebbe venuto a salvarmi. Poi, però, mi è venuta in mente una celebre battuta di Marcello Marchesi: “L’importante è che la morte ci colga vivi”. Allora ho ripreso a nuotare”.