Mer. Mag 18th, 2022

Il reddito di cittadinanza è un po’ come i promessi sposi: “questo reddito sa fa”. E sì, il M5S facendo il reddito di cittadinanza si è auto-suicidato, perché creerà tante condizioni negative che, così come è scritto, è destinato al fallimento. Soprattutto è un nuovo metodo per desertificare il sud, qualora al nord ci fosse tanto lavoro. Cosa improbabile.

E’ giusto che si dica che chi prende questo reddito debba accettare un’occasione di lavoro, però non può essere che un disoccupato della Calabria non possa rifiutare un posto da 600-700 euro a Milano altrimenti perde il reddito. Questo significa ammettere un principio molto grave, che lo Stato deve favorire l’emigrazione verso il nord. Così si torna indietro nel dopoguerra.

Il reddito di cittadinanza mette in campo un’idea poliziesca. Lo stato obbliga a fare ciò che vuole. Il reddito di cittadinanza doveva guardare prima ai principi della politica economica e sociale, cioè creare le condizioni di lavoro per creare occupazione, dopodiché si dava il sostegno a chi non aveva lavoro o viveva in una condizione di povertà per ovvi motivi.  Il reddito di cittadinanza non può ridursi ad elemosina in un Paese che degrada. Non si può tornare indietro con il tempo: danno il reddito di cittadinanza però fanno il trasferimento coatto dei meridionali al nord. Il lavoro va costruito prima al sud, dove non c’è mai stato, e poi si parla di Nord. Per fare un buon reddito di cittadinanza legalo al lavoro, bisognava prima crearlo il lavoro.