Dom. Ago 7th, 2022

ROMA- non è giusto che si vada a votare un referendum che riguarda la costituzione italiana e sia fatto esponendo al corpo elettorale un unico quesito. In questa riforma ci sono tanti punti del quale i cittadini non conoscono nulla. È un opera referendaria studiata ad arte per confondere gli italiani. Le forme apportate non portano nessun beneficio nelle tasche dei cittadini. Sono punti che interessano più alla burocrazia europea e alle lobby internazionali che alla vita vera e propria degli italiani.

Hanno fatto bene Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, che ha presentato, insieme alla professoressa Barbara Randazzo, due ricorsi, uno al Tar del Lazio e uno al tribunale civile di Milano, impugnando il quesito referendario. La motivazione dell’azione riguarderebbe il fatto che in un unico quesito vengono sottoposti all’elettore una pluralità di oggetti eterogenei. Nei ricorsi si chiede il rinvio alla Corte Costituzionale.

Infatti questo referendum non spiega agli italiani cosa si sta modificando, e come se lo si voglia fare di nascosto però chiamando a raccolta il popolo attraverso il referendum, che dovrebbe assumersi la responsabilità. Un buco nero che va fermato, poiché a decidere sono pochi cittadini che oggi compongono la maggioranza di governo a discapito delle idee di milioni e milioni di italiani.