Dom. Feb 5th, 2023

CASERTA- È Una vita che accuso la classe dirigente di questa provincia, ma anche quella regionale, per la cattiva attenzione nei confronti dei beni che ha la provincia di Caserta. Se partisse un confronto con le altre province italiane, in termini di ricchezze storiche e turistiche, la provincia di Caserta si collocherebbe al primo posto in assoluto.

Sono anni che invito la politica a porre attenzione ai beni che abbiamo, al fine di creare quel circuito perfetto che crea ricchezza e occupazione. La reggia di Caserta è il primo strumento a disposizione, poi c’è la lunga costa casertana, e infine ci sono le tanti culture e tradizioni locali, a partire da quella culinaria.

Insomma, c’è da poter spendere per tirare fuori la provincia di Caserta da questa situazione difficilissima. E il solo fatto che quest’anno la reggia di Caserta ottiene un boom di presenze, dimostra in pieno che si può fare.

Infatti sono stati oltre 54 mila (54.304) i turisti che nel mese di luglio hanno visitato la Reggia di Caserta, oltre 20 mila in più (+59%) rispetto allo stesso mese del 2015, in cui gli ingressi erano stati 34.151. In crescita nello stesso arco temporale anche gli introiti, pari a 337 mila euro (+61%) rispetto ai 210 mila euro del luglio 2015. Dati resi noti dalla Direzione del Museo casertano patrimonio dell’Unesco.
I dati confermano il trend positivo di visitatori, in netta crescita in tutti i mesi del 2016. Nel primo semestre di quest’anno l’aumento delle presenze è stato del 30%, quello degli introiti del 48,67%. A luglio, in particolare, su 54 mila visitatori, 32.953 sono stati i paganti (17.930 nel luglio 2015), 17.442 quelli entrati gratuitamente (13.500 nel luglio di un anno fa). Tra i fattori che hanno inciso sul boom di presenze la mostra di arte contemporanea Terrae Motus, e la serie di concerti di musica classica “Un’Estate da Re”.