Dom. Mag 29th, 2022

Autunno 1962. Napoli, via Foria. Teatro San Ferdiando. All’interno del foyer dello Stabile, l’attore, regista e drammaturgo Eduardo De Filippo, fondatore, inseme con l’impresario Paolo Grassi, della società “Teatrale Napoletana”, attende l’arrivo dell’attrice Regina Bianchi, convocata per un provino. “Regi’, bentornata!…da quanto tempo!…” la accoglie con calore, De Filippo. “Buongiorno, Maestro!…Sono corsa non  appena ho potuto!…”, risponde l’attrice, continuando, “Sapete, gli impegni con la famiglia…i doveri!…ma ho fatto di tutto per venire qua, da voi!…”. “Sentite, Regi’…io vi ho fatto chiamare dal direttore di scena perché devo farvi una proposta…”,annuncia Eduardo, continuando: “Regi’, io vi ho vista crescere… prima, con le recite nella compagnia dei vostri genitori, poi in quella di Viviani e , infine, nella mia…e so le qualità di interprete che avete…perciò, ho deciso di offrirvi un ruolo importante, da protagonista vera!…Con la Rai, qualche tempo fa, ho firmato un contratto per un ingaggio annuale: si tratta di registare una serie di commedie per la Televisione…Regi’, voi lo sapete che la mia povera sorella, Titina, non c’è più!…Regi’, voi sapete che attrice di prim’ordine che era!…Regi’, dopo Titina, voi siete tra le poche attrici all’altezza di interpretare “Filumena”…Regi’, mi avete capito, vero?…avete capito cosa voglio dire?…Regì, io vi sto proponendo di tornare a recitare e non in un ruolo qualunque, ma in quello di “Filumena Marturano”…Regi’, è la vostra grande occasione, la prova di maturitrà!…”. “Maestro, ma voi che avete detto?…”Filumena Marturano”, io?…Proprio io, che manco dal palcoscenico da quindici anni?…Maestro, io vi ringrazio per aver pensato a me…ma…ma io non sono all’altezza!…per “Filumena” ci vuole un’attrice…un’attrice…come vi devo dire?…”, domanda la Bianchi a De Filippo. “Brava, Regi’, ci vuole un’attrice brava e voi lo siete!…solo che adesso ve lo siete dimenticato, ma io sto qua apposta per ricordarvelo!…Allora, mo’ sentitemi bene!…io vi lascio il copione, voi  andate a casa, ve lo studiate, imparate le battute, poi  fra due settimane tornate qua e iniziamo le prove, così registriamo al più presto!…”, la esorta  Eduardo. “Maestro, ma io non lo so…insomma devo parlarne con mio marito Goffredo, sapete… Goffredo Alessandrini, il regista…insieme, più di dieci anni fa, stabilimmo fosse meglio che io restassi a casa per accudire le nostre figlie, la famiglia…io, adesso, non saprei…devo parlarne prima con lui…sentire cosa ne pensa!…mi capite, non è vero?…Voi, Maestro, avete sempre creduto in me, sin da quando ero ragazzina e recitavo piccole parti nelle vostre commedie  e per questo vi sono e vi sarò sempre riconoscente!…ma la famiglia è la famiglia…e io ho dei doveri nei confronti dei miei familiari!…”, spiega l’attrice, cui De Filippo, congedandosi, raccomanda: “Regi’, voi tenete ragione sulla famiglia, per carità!…io non mi permetterei mai di crearvi dei problemi…ma voi ricordatevi che siete brava e che un’attrice come voi, una vera attrice, non può fare a meno per così tanto tempo del palcoscenico!… Regi’, sentitemi bene:  se vostro marito vi vuole veramente  bene, come credo, voi tornerete  qua, fra un paio di settimane, a recitare…Regi’, io credo in voi e vi aspetto… ci siamo intesi?…”.

“Se sono “Regina Bianchi”lo devo a Eduardo e , questo, non posso scordarlo. Eduardo è stato un grande maestro; ha creduto in me più di me stessa. Io c’ho messo la mia umanità”. Così, l’attrice teatrale e cinematografica Regina Bianchi, nel corso di una rara intervista televisiva, rilasciata nel 2009 all’emitettente Sky. Nata a Lecce, il 1 gennaio 1921, da una famiglia di attori napoletani,(per parte paterna di origini francesi), Regina, D’Antigny, questo il vero nome dell’artista, esordisce in palcoscenico nella Compagnia dei genitori ancora in fasce, a soli otto giorni di vita, per poi rimanervi fino a diciassette anni,quando viene scritturata dal drammaturgo-attore Raffaele Viviani e , fra gli anni Quaranta e Cinqunata, da Eduardo De Filippo. Quindi, abbandonata la compagnia di Eduardo, dopo la separazione dal fratello  Peppino, si trasferisce a Roma, dove entra nella compagnia di quest’ultimo, che lascia, una volta sposatasi con il regista , ex marito dell’attrice Anna Magnani, Goffredo Alessandrini, da cui ha due figlie. Tornata in scena solo agli inizi degli anni Sessanta grazie ad Eduardo, che la ingaggia per interpretare una serie di drammi e commedie, come : “Filumena Marturano”, “Questi fantasmi”, “Napoli milionaria”, “Ditegli sempre di sì” e “Sabato, domenica  e lunedì”), andate in onda sul primo canale nazionale Rai, alterna al teatro alcune partecipazioni a pellicole d’autore, quali: “Il Giudizio universale”di Vittorio De Sica“Le quattro giornate di Napoli” di Nanni Loy, con cui si aggiudica il premio Nastro d’Argento e a sceneggiati Rai (“Una tragedia americana” di Theodore Dreiser, diretto da Anton Giulio Majano, “Buonanotte Bettina” di Garinei e Giovannini e “I grandi camaleonti” di Edmo Fenoglio). Protagonista negli anni Settanta  (dopo aver lasciato la compagnia del “Maestro” Eduardo), di pièce di Goldoni, Garcia Lorca, Brecht e Pirandello,  prende parte alla serie colossal “Gesù di Nazareth”  diretta da Franco Zeffirelli (nella quale interpreta “Anna”, la madre della Vergine Maria)  e a film per la Tv , tra cui “Gamma” di Salvatore Nicita. Nel decennio Ottanta-Novanta, invece,  cimentatasi con la sceneggiata, recita in numerose riduzioni cinematografiche del genere : “Zappatore”, “Carcerato”, “Tradimento”, “Giuramento”, tutte dirette da Alfonso Brescia, per poi ritornare alle pellicole “impegnate”, quali: “Kaos” di Paolo e Vittorio Taviani, nella quale interpreta la madre dello scrittore-drammaturgo e poeta Luigi Pirandello, e “Il giudice ragazzino” di Alessandro Di Robilant. Nuovamente protagonista del piccolo schermo negli anni Duemila, con la serie televisiva Mediaset di successo “Elisa di Rivombrosa”, fra il 2002 e il 2008, superati gli ottant’anni, interpreta ruoli di “carattere” nei film di Eduardo Trataglia : “Il mare, non c’è paragone” e “Ci sta un francese, un inglese e un napoletano”. Ospite, quasi novantenne ,della trasmissione “Passepartout”, in onda sul canale Sky Leonardo, durante la quale viene intervistata  da Laura Lattuada  nella sua abitazione romana, affacciata su Villa Ada, è apparsa per l’ultima volta  nel gennaio 2011,  nel programma “Visioni Private”. Spentasi nel sonno, il 5 aprile 2013, all’età di novantadue anni,  della Tv e della sua città , Napoli, aveva detto: “Oggi sono spesso delusa da programmi scadenti. Sono convinta che il pubblico non abbia la possibilità di crescere perché non gli vengono proposte cose di valore. Napoli non è spenta : gli elementi ci sono… sia registi sia attori , ma purtroppo gli impresari vogliono inserire negli spettacoli attori e attrici della Tv, che non sempre sono adatti al Teatro vivo e vero”.