Sab. Feb 4th, 2023

ROMA- Un anno fa da queste colonne scrissi che la riforma del lavoro di renzi era solo una presa in giro. A distanza di un anno i numeri dell’inps mi danno ragione: sono finiti gli incentivi sono finite le assunzioni. Renzi per l’ennesima volta ha fallito. La politica sul lavoro del suo governo non ha prodotto nulla, semmai ha prodotto una nuova precarietà.

Infatti c’è stata Battuta d’arresto per le assunzioni nei primi sette mesi dell’anno. Sono scesi del 33,7% i contratti a tempo indeterminati rispetto allo stesso periodo del 2015. L’Inps ha inoltre rilevato che il saldo tra assunzioni stabili e cessazioni (licenziati o andati in pensione) è positivo ma è crollato dell’83,5% a 76mila unità. In aumento, invece, la vendita di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro: sono stati 84,3 milioni, con un incremento, rispetto al 2015, del 36,2%.

La precarietà è la politica sulla quale si basa l’Europa e l’Italia, il lavoro vero, quello che ha permesso alle vecchie generazioni di ricostruire l’Italia dopo la guerra non c’è più. Nel 2015 le aziende hanno assunto anche più di quanto avrebbero voluto proprio per non perdere i vantaggi contabili: si spiega così il crollo delle trasformazioni a tempo indeterminato (-36,2%) e la sostanziale stabilità dei contratti a tempo determinato (2.143.000) rimasti in linea con il 2015 (+0,9%). Se il saldo tra i 972.946 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni) e le 896.622 cessazioni resta positivo, preoccupa il fatto che il dato sia peggiore del 2015, ma anche del 2014, quando gli sgravi fiscali non c’erano e il saldo era stato positivo per 129.163 unità.

Questi dati dimostrano come noi di quotidianoitalia avevamo ragione nel dire che la riforma non avrebbe prodotto nulla di buono, e anticipammo che una volta finiti gli incentivi tutto sarebbe ritornato come prima. Renzi e Alfano hanno fallito in pieno la politica sul lavoro. I problemi restano in tutto il paese. al sud la situazione è peggiore e la mancanza di lavoro influisce di molto sulla vita di famiglie e imprese.