Mar. Dic 6th, 2022

Dall’inizio dell’anno fino a ieri, 21 novembre, sono state uccise 104 donne, una cifra che rappresenta un grave allarme sociale e che spiega l’esistenza di una Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebrerà in tutto il mondo il prossimo 25 novembre.

L’analisi dei dati delle forze di polizia a livello nazionale, contenuta nel report “Il pregiudizio e la violenza contro le donne” elaborato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza per il terzo anno consecutivo, è stata presentata stamattina a Roma, in Campidoglio, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini, del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e della Rettrice della Sapienza, Università di Roma, Antonella Polimeni.

I dati interforze, grazie al lavoro del Servizio Analisi Criminale, analizzano, tra l’altro, l’andamento degli omicidi volontari consumati nel biennio 2020 – 2021 e nel periodo 1 gennaio – 30 settembre 2022 confrontato con l’analogo periodo 2021, con un breve cenno anche all’andamento nel decennio intercorrente tra il 2012 e il 2021.

Nei primi nove mesi dell’anno si registra una diminuzione degli omicidi di donne rispetto allo stesso periodo del 2021 (sono stati 82 anziché 90): vittime ricordate con il nome di battesimo nel report con una breve descrizione del fatto criminale.

Di queste 82 donne, 71 sono state uccise in ambito familiare e affettivo (-8% rispetto al periodo precedente): in relazione a queste 71, 42 (quasi 2 su 3) hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner (-19%).

Confrontando l’intero anno 2021 con il 2020, in cui si assiste ad un aumento del 6% degli omicidi in generale, si registra un numero invariato di vittime di sesso femminile, con l’incremento dell’1% delle donne uccise in ambito familiare e affettivo.

Esaminando il modus operandi degli omicidi di donne in ambito familiare/affettivo nel 2022, le 71 donne sono state uccise in 31 casi con l’uso di armi bianche o improprie (come possono essere coltelli da cucina, arnesi da lavoro e pietre), in 19 casi con armi da fuoco, strangolate in 10 casi, sempre in 10 casi percosse, in un caso per avvelenamento.

Sempre nel 2022, la maggioranza degli assassini di donne (per il 77 % italiani) rientra nella fascia d’età tra 31 e 44 anni (il 28%), cui seguono quella 45-54 anni (il 21%), quella ultrasessantacinquenne (20%), con la stessa incidenza quelle 18-30 anni e 55-64 anni (15%), nell’1% dei casi gli autori di reato sono minori.

Le vittime uccise da partner o ex partner (per il 79% italiane), sono per il 29% donne ultrassessantacinquenni, per il 24% con un’età tra 31- 44 anni, per il 21% con un’età tra 45 – 54 anni, per il 19% con un’età tra 55 – 64 anni e per il 7% tra i 18-30 anni.

Allargando la panoramica dell’esame si evidenzia, infine, come, negli anni dal 2012 al 2021, al deciso calo del dato complessivo delle vittime di omicidio, pari al 44%, corrisponda un decremento più contenuto delle vittime di genere femminile (-28%).

Nei primi mesi del 2022 risulta, inoltre, altalenante l’andamento dei reati introdotti dal cosiddetto Codice rosso (l. 19 luglio 2019, n. 69), esaminati rispetto all’analogo periodo del 2021, avendo anche riguardo anche alla loro diffusione in ambito regionale: se crescono le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (+12%) e le lesioni con deformazioni o sfregio permanente al viso (+17%), diminuiscono i reati di costrizione o induzione al matrimonio (-53%) e il revenge porn (-20%).

Un’analisi mirata è stata dedicata ai cosiddetti reati spia della violenza di genere, che sono quei delitti che rappresentano degli indicatori del fenomeno, come espressioni di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica contro una donna in quanto tale. Nei primi nove mesi del 2022 diminuiscono del 17% gli atti persecutori, cosiddetto stalking, reato che colpisce le donne nel 75% dei casi; diminuiscono dell’8% i maltrattamenti contro familiari e conviventi, che interessano le donne nell’81% dei casi; aumentano del 9% le violenze sessuali, che nel 92% dei casi hanno come vittime delle donne (di cui il 27% minorenni).

I primi nove mesi dell’anno fanno registrare anche un potenziamento dell’azione di prevenzione con un aumento del 40% degli ammonimenti dei Questori per violenza domestica e del 6% di quelli per stalking, mentre sostanzialmente stabile è il numero dei provvedimenti di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare (285 nei primi nove mesi del 2022 a fronte dei 301 del 2021).

Un nuovo approfondimento introdotto da questa edizione del report è quello relativo alle discriminazioni contro le donne disabili, che sono vittime degli stessi reati che colpiscono le altre donne, ma che possono diventare il bersaglio di violenze ulteriori, spesso da parte di chi se ne dovrebbe prendere cura. Nei dodici mesi che vanno da ottobre 2021 al settembre 2022, l’Osservatorio contro gli atti discriminatori (OSCAD), organismo interforze che lavora presso la Direzione centrale della polizia criminale, ha registrato una flessione dei maltrattamenti, delle violenze sessuali e degli atti persecutori nei confronti delle donne disabili, da ricondurre verosimilmente anche ad un ampio margine di sommerso per la difficoltà di denunciare: per paura, per il timore di essere abbandonate, perché quell’atto non viene riconosciuto come violenza e sopruso.

Come segno di speranza, vengono riportate le testimonianze di cinque giovani atlete, campionesse dei gruppi sportivi delle forze di polizia, che hanno voluto lanciare il loro messaggio per promuovere un’effettiva parità di genere, grazie anche allo sport che può aiutare le vittime ad uscire dalla violenza e a chiedere aiuto senza paura o vergogna.