Dom. Set 25th, 2022

ROMA- Sono stati quaranta giorni intensi in giro per quelle che sono le strutture e i luoghi della grande crisi. Un percorso alla scoperta della realtà che soffre in contraddizione ai clamori della politica, che vede chiaro dappertutto.

I centri Caritas sfamano gli italiani. All’interno trovi la disperazione di chi non riesce più a mettere un piatto sulla tavola nonostante abbia alle spalle tanti anni di lavoro e sacrifici. Come trovi quel ceto medio che oggi non ha più le capacità di sopravvivere al potere asfissiante delle tasse. Luoghi, dove prima c’era ricchezza, con tanti negozi aperti e strade affollate, mentre oggi sono lo specchio di una crisi che non da scampo: strade deserte e saracinesche abbassate un po’ ovunque. Agglomerati industriali che un tempo erano affollati da tanti lavoratori e oggi sono il deserto. Centri commerciali presi d’assalto solamente quando ci sono le offerte. Discount che sono la salvezza di tante famiglie che, allo stesso tempo, nonostante i prezzi favorevoli, fanno la spesa con la calcolatrice collegata al cervello per non avere spiacevoli sorprese quando arrivano alle casse.  Al nord hanno chiuso le fabbriche e c’è poco lavoro, al sud non ci sono mai state e il lavoro ora non c’è più, nemmeno quello in nero.

Senza un lavoro non si riesce a fare nulla: non si può progettare il futuro, e non si può progettare nemmeno il giorno dopo. La gente è disperata, lo dice silenziosamente cercando di nascondere ancora quel pizzico d’orgoglio classico dell’italiano. Questo è un paese dove un 20% della popolazione sta bene, perché con l’euro si è ulteriormente arricchito, mentre c’è l’80% della popolazione che con l’euro ha perso tutto. In quel 20% c’è una buona fetta di truffatori, corrotti, imbroglioni di ogni tipo, che attraverso la disonestà hanno fatto enormi ricchezze a discapito della gente perbene.

Abbiamo trovato un quadro fosco, che spiega nei fatti le difficoltà di un paese che è fermo, tranne che per quel 20% che può spendere anche mille euro per una colazione. Deve essere chiaro a tutti, che chi oggi sta facendo qualcosa lo fa in maniera losca, perché l’onestà non sta ripagando chi è onesto. Siamo dinanzi a un dramma sociale che fa rabbrividire. Non è vero che il paese sta uscendo dalla crisi. È falso. L’Italia va guardata in ogni luogo, e non solo nelle grandi metropoli, dove arrivano tanti turisti. L’Italia che soffre sta nei tanti comuni sparsi lungo lo stivale. E lì che abbiamo trovato la quantità di sofferenza che ti fa capire come la situazione sia difficile.

Siamo giunti alla conclusione che questo paese ha bisogno di un reset. Lo abbiamo chiamato reset Italia. Solo resettando tutto quello che è stato fatto finora, si può ripartire. Se i governanti continuano a mettere acqua calda sul fuoco, quelle piccole scottature diventano piaghe difficili da guarire. Qualora si continuasse ad aumentare burocrazia e tasse, l’Italia è destinata a morire del tutto, e sarà occupata da chi in questi anni ha speculato sul nostro paese.