Mar. Lug 5th, 2022

ROMA- Le parole del capo dello stato dette alla camera dei deputati non mi sono piaciute. Come non mi sono piaciute quelle dei presidente delle due camere. Tutte parole indirizzate ad un Europa che ha leso la dignità del nostro paese trascinandolo nella povertà. Il capo di stato ha detto di abbandonare la nazionalità per far spazio ad un Europa unica. Errore: l’Europa non sarà mai unica, perché tutti si sentono nazionalisti. Tutti si rispecchiano nei valori della propria patria e non in quelli di questa Europa.

Questa Europa non piace, se ne facciano una ragione. Quante più persone scivoleranno verso la disperazione, più sarà alto il grado di una frammentazione, forse non imminente, ma ci sarà. I trattati di 60 anni fa erano una cosa, quelli di oggi sono un’altra cosa. Quell’Europa usciva dalla guerra, questa sta combattendo contro la povertà dei maggiori paesi della zona euro.

I signori del potere politico fanno sempre capire che quello che fanno va bene, anche se distrugge le persone. È quasi una simbiosi con l’unità d’Italia, che alla fine ha derubato al sud per arricchire il nord, e poi il sud è rimasto vittima di un potere che non l’ha mai più salvaguardato.

Le prossime generazioni pagheranno per via di questa Europa che oggi osannano, ma c’è poco da osannare: l’euro ha distrutto intere famiglie e imprese. La politica ha fatto ben poco, anzi, ha distrutto ulteriormente i cittadini per accontentare le pretese di un’Europa distruttrice dei valori fondanti delle singole nazioni. Quindi siamo nazionalisti, difendiamo i valori delle nostre patrie, costruite col sangue dalle passate generazioni per renderci sovranità e ricchezza economica. Questa Europa vuole prendersi la nostra sovranità ed anche i nostri beni.