Ven. Ago 19th, 2022

Estate 1949. Roma, stabilimenti cinematografici di Cinecittà . Mentre , le cicale , nascoste tra i rami di alti alberi di conifere , emettono il loro stridio , il regista Mario Mattoli effettua un sopralluogo sul set di “Adamo ed Eva” , la  pellicola che si appresta a girare . Accompagnato dal produttore Dino De Laurentiis , agita nervosamente tra le mani un paio di occhiali , esponendo le sue ragioni : “…Qui il film rischia di saltare ….l’ inizio delle riprese è  fissato per la prossima settimana e io non ho ancora trovato l’attore protagonista!…De LaurentiIs ,  cosa vuoi che ti dica : uno non andava bene perchè era bravo , ma più brutto della peste , un altro era belloccio , ma impedito totale!…Come si fa ? , a me serve uno capace e di bella presenza!…” . “Non ti preoccupare Mattoli, ci penso io!…”, esclama con tono sicuro il produttore , mettendo  nel taschino della sua giacca di lino la pipa , al termine dell’ultima boccata . Poi , richiamata l’attenzione di un’anziano assistente rimasto pochi passi indietro , lo esorta con voce concitata : “Mondardini , vie’ un po’ qua!….Il regista Mattoli ha un problema : gli serve un attore-protagonista per il suo film !…Mi raccomando , trovane uno bravo e di bell’aspetto !…Ah, dimenticavo : sbrigate , perchè il “maestro” inizia a girare la prossima settimana!…io lo dico anche nel tuo interesse …prima lo trovi e prima incassi la ricompensa e lo stipendio di questo mese , ci siamo  capiti?…” . “‘A dotto’ , er problema è ggià risolto!…” , annuncia il tuttofare , avanzando claudicante , “C’ho sotto mano ‘n’attore che fa ar caso vostro : c’ha er fisico giusto ed è pure bravo!…Er tempo de avvisarlo e quello se precipita , capirai , sta ar bar qua vicino !…Anzi , mò vado a prenderlo e ve lo porto !…” . “Bravo , Mondardini ! , vai bello , vai !…c’hai un età , sei pure un po’ zoppo , ma c’hai un cervello che trotta più de’ Ronzinante!…” , commenta sarcastico De Laurentiis. Trascorsi alcuni minuti , l’attempato assistente si presenta sul set con al seguito un giovanotto aitante che , sfoderato  un sorriso malizioso , incorniciato da un paio di baffi radi, si presenta dicendo : “Eccomi a voi !…Mondardini mi ha riferito : sono ciò che cercate …Riccardo Garrone , attore di formazione accademica , all’occorrenza  prestato alla commedia ; bravo , di belle speranze , ma ciò che più conta e vi interessa : di bella presenza!”.

“Da quando interpreto San Pietro la gente per strada non fa altro che chiedermi come si stia lassù oppure di intercedere con il Padre Eterno !” . Così , l’attore Riccardo Garrone scherzava qualche anno fa sulla popolarità ritrovata grazie alla pubblicità di una nota marca di caffè . Nato a Roma il il 1 novembre del 1926 , all’età di tredici anni s’iscrisse all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” . Attore talentuoso e di bell’aspetto , fu notato  dal regista Mario Mattoli ,che lo scritturò   per le pellicole : “Adamo ed Eva” e “Due notti con Cleopatra”. Interprete di formazione teatrale , nel 1950 entrò a far parte di rinomate compagnie : la “Gassman-Torrieri-Zareschi” e la “Morelli-Stoppa”,  quest’ultima diretta da Luchino Visconti. Alternati gli impegni sui palcoscenici a quelli sul grande schermo , per tutti gli anni Cinquanta , Sessanta e Settanta interpretò ruoli di bellocci simpatici e disonesti in film d’autore(“Il bidone” e “La dolce vita” di Federico Fellini , “Il ferroviere” di Pietro Germi , “La ragazza con la valigia” di Valerio Zurlini , “La rimpatriata” di Damiano Damiani e “La cena”di Ettore Scola ) e in commedie all’italiana(“Guardia , guardia scelta, brigadiere e maresciallo”di Mauro Bolognini , “Belle ma povere” e “Venezia , la luna e tu” di Dino Risi , “Il vigile”e “Bello , onesto , emigrato Australia”di Luigi Zampa , “Audace colpo dei soliti ignoti”di Nanni Loy, “Signori si nasce”di Mario Mattoli e “Rugantino” , adattamento dell’omonima commedia musicale diretto da  Pasquale Festa Campanile). Cimentatosi nella regia ( nel 1974 diresse “La mafia mi fa un baffo”, parodia de “Il Padrino” e la commedia “La commessa”) , nel ventennio Ottanta-Novanta fu attivo nel doppiaggio , prestando la voce a molteplici personaggi di cartoni animati e di  film americani ( “Lucifero” ne “Il gatto con gli stivali” , “Fido” in “Lilli e il vagabondo” , “Terrore” in “Casper-Un fantasmagorico inizio” , “Lotso” in “Toy Story 3” e il “Dottor Watson” in “Il fiuto di Sherlock Holmes”) . Abile nel dar vita  alla maschera del cinico e opportunista “geometra Calboni” nella pellicola della serie “Fantozzi”-“Fantozzi subisce ancora” o a quella dell’arricchito-annoiato nel cinepanettone di Carlo Vanzina “Vacanze di Natale”, nel corso degli anni Novanta prese parte a serie televisive Rai quali “Un medico in famiglia” . Tornato in teatro come membro della compagnia di Antonella Steni e come interprete della commedia musicale di Garinei-Giovannini-Fiastri “Aggiungi un posto a tavola” , festeggiò i sessant’anni di carriera riconquistando  la popolarità grazie agli spot pubblicitari di una nota marca di caffè , andati in onda a partire dal 1995  . Ritiratosi dalla scene nel 2014 a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute , si è spento a Milano , nell’ospedale in cui era ricoverato , lo scorso 14 marzo, all’età di ottantanove anni . Assistito dalla moglie Grazia Maria , cui era legato da sessant’anni e della quale diceva : “E’ piccola di statura , ma tosta. Una grande fortuna è stata quella di sposarla . Ha avuto pazienza e mi ha spronato quando non lavoravo ; del resto lei è milanese io romano!”, la sua scomparsa non ha lasciato indifferenti scrittori e giornalisti come Fulvio Abbate , che sulle pagine de “Il Foglio” ha scritto : “Perfino nei panni d’altissimo concierge a guardia di una tazzina e del suo marchio , Garrone è riuscito a salvare la memoria di una grande stagione, quella del cinema d’oro, che lo ha visto presenza fissa. Se c’è un cruccio riguarda semmai la responsabilità di chi non ha mai voluto farne un protagonista drammatico della nostra cinematografia . Il fatto che abbia infine ottenuto le chiavi del paradiso è soltanto un minuscolo risarcimento rispetto a ciò che avrebbe meritato”.