Gio. Feb 2nd, 2023

È bene ricordare, proprio nel giorno della memoria, che dopo la fine dell’olocausto le guerra non sono mai finite. Ricordiamo con malinconia le pene degli ebrei per mano di Hitler, ma dobbiamo anche essere coscienti che dall’allora ad oggi, altri esseri umani hanno pagato e stanno pagando pene amare per via di guerre inutili.

Come ricorda Wikipedia, tra il 1933 e il 1945, furono circa 15-17 milioni le vittime dell’Olocausto, di entrambi i sessi e di tutte le età, tra cui 4-6 milioni di ebrei.  L’Olocausto, in quanto genocidio degli ebrei, è identificato più correttamente con il termine Shoah. L’eliminazione di circa i due terzi degli ebrei d’Europa venne organizzata e portata a termine dalla Germania nazista mediante un complesso apparato amministrativo, economico e militare che coinvolse gran parte delle strutture di potere burocratiche del regime, con uno sviluppo progressivo che ebbe inizio nel 1933, con la segregazione degli ebrei tedeschi, e che poi proseguì, estendendosi a tutta l’Europa occupata durante la seconda guerra mondiale, con il concentramento e la deportazione, e quindi culminò dal 1941 con lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa. Strutture di annientamento appositamente predisposte (campi di sterminio), in cui attuare quella che i nazisti denominarono soluzione finale della questione ebraica. L’annientamento degli ebrei nei centri di sterminio non trova nella storia altri esempi a cui possa essere paragonato, per le sue dimensioni e per le caratteristiche organizzative e tecniche dispiegate dalla macchina di distruzione nazista.

Queste è storia del passato, di un eccidio nei confronti dell’umanità che risale a più di ottant’anni fa. Ma il mondo, nonostante questo massacro, non ha tratto insegnamento, poiché le guerre hanno continuato ad esistere in altre parti del mondo, culminando, oggi, con la guerra in Ucraina che interessa di nuovo il cuore dell’Europa.

Il mondo è pieno di guerre o conflitti che vanno avanti da decenni, e a farne le spese sono sempre gli esseri umani, tra cui i bambini, che vivono anni e anni di paura e stenti. Quindi la seconda guerra mondiale doveva insegnare agli eredi di quella terribile parentesi storica, che le guerre sono solo e soltanto morte, e arricchiscono pochi e distruggono interi popoli. Ma non l’abbiamo capito. I paesi non si sono fermati nel costruire armi, hanno continuato come se il mondo senza guerre non potesse vivere. Nessuno si è fermato e ha fatto politiche per mettere al bando le armi: senza armi non ci sono guerre. Al contrario, invece, il mondo si è riempito di armi, fino a giungere alla più micidiale di tutti, quella nucleare che vuol dire distruzione di massa. Quindi significa che noi ogni anno ricordiamo ciò che già è accaduto, ma ci dimentichiamo di quello che accade ogni giorno sotto i nostri occhi.