Gio. Lug 7th, 2022

ROMA- la Corte di giustizia dell’Unione europea ha deciso che l’Italia deve pagare una maxi multa da 20 milioni di euro per non aver rispettato la normativa europea sui rifiuti in Campania. Dopo il danno quindi arriva anche la beffa, visto che in Campania i cittadini sono massacrati dalla tassa sui rifiuti. “La direttiva relativa ai rifiuti ha l’obiettivo di proteggere la salute umana e l’ambiente”, si legge in una nota diffusa dalla Corte Ue, in cui si sottolinea come “gli Stati membri abbiano il compito di assicurare lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, nonché di limitare la loro produzione, in particolare promuovendo tecnologie pulite e prodotti riciclabili e riutilizzabili”. Dopo la crisi dei rifiuti scoppiata in Campania nel 2007, ricordano i giudici di Lussemburgo, “la Commissione ha proposto un ricorso per inadempimento contro l’Italia, imputandole la mancata creazione, in quella regione, di una rete integrata e adeguata di impianti atta a garantire l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti sulla base del criterio della prossimità geografica”. Nonostante i continui ammonimenti della UE, in Campania la situazione non è mai migliorata.

“Ritenendo non soddisfacente la situazione – si legge nella nota- la Commissione ha proposto un nuovo ricorso per inadempimento contro l’Italia, chiedendo alla Corte di constatare il mancato rispetto della sua prima sentenza del 2010″.
I giudici di Lussemburgo hanno deciso quindi che l’Italia, non avendo “correttamente eseguito la sentenza” del 2010, sia condannata a pagare “da un lato una penalità di 120mila euro per ciascun giorno di ritardo nell’attuazione della sentenza del 2010 (penalità dovuta a far data da oggi) e, dall’altro, una somma forfettaria di 20 milioni di euro”.