Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA- Senato “ridotto a un dopo-lavoro del ceto politico locale” ha detto il senatore del PD Walter Tocci,  che ha votato contro all’approvazione del Ddl Boschi di riforma costituzionale. Oggi si è scritta una pagina grigia della democrazia italiana, grazie ad un governo che nessuno ha mai eletto, ma si è preso l’iniziativa di riformare la nostra costituzione a suo piacimento. Il Senato ha approvato la riforma costituzionale con 179 sì, 16 no e  7 astenuti. Le opposizioni invece hanno disertato il voto finale. Hanno lasciato l’Aula i parlamentari di Forza Italia, i senatori della Lega Nord, con in mano una copia della Costituzione, sono usciti anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno abbandonato mentre era in corso l’intervento di Giorgio Napolitano, e infine anche Sel ha lasciato.  Quindi questa riforma costituzionale è stata votata solo dalla maggioranza, riportando uno schema dittatoriale nel nostro paese. Il governo di Matteo Renzi, segretario del PD, ha usato una pattuglia di transfughi del centrodestra come arma di pressione per strappare un accordo alla minoranza Pd, poi ha sigillato l’intesa chiudendo a ogni modifica di discussione all’interno del senato.

Non c’è nulla da esultare in merito a questa riforma del senato. Dora in avanti, una volta giunta a capolinea anche la riforma elettorale, l’Italia sia avvia verso una dittatura vera e propria, perché il senato viene svuotato delle sue funzioni, e con la nuova legge elettorale nessuno potrà mai più ostacolare le decisioni di chi vincerà le elezioni. Gli italiani diventeranno schiavi di un potere politico che loro stessi voteranno. Chiunque vince potrà fare tutte le leggi che vuole senza nessun impedimento. La camera dei deputati sarà l’unico organo parlamentare a prendere le decisioni. Le opposizioni una volta eletto posso anche starsene a casa, tanto per loro non c’è più futuro in questo parlamento. Le leggi saranno approvate a colpi di maggioranza assoluta da parte di chi vince le elezioni. Siamo al bivio di una nuova dittatura.