Sab. Feb 4th, 2023

Gianna Fracassi, Vicesegretaria generale della Cgil, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

Riguardo all’incontro con il governo sulle pensioni. “Mi sembra che sia la replica dell’incontro su salute e sicurezza, un incontro che genera altri incontri e non genera soluzioni -ha affermato Fracassi-. Sui temi della previdenza abbiamo sottolineato che la legge di bilancio ha fatto degli interventi che non sono adeguati all’obiettivo di superare la Riforma Fornero, per cui l’incontro ha prodotto un nuovo incontro sul tema dei giovani e delle donne. Per sostenere le famiglie e i pensionati per affrontare il caro vita c’è un grande silenzio, invece servirebbero delle risorse. Comprendiamo che non si può fare domani, tra meno di due mesi saremo alla discussione sul Documento di economia e finanza. Sull’idea di riforma delle pensioni non c’è una risposta. Io penso che in parte si tratti di soluzioni sbagliate. Nella legge di bilancio c’è un peggioramento di opzione donna, c’è quota 103 che evita lo scalone ma non è un intervento di riforma e non c’è nessuna risposta per le pensioni di garanzia per giovani e precari e non c’è nessuna risposta per la flessibilità in uscita. Questi sono tavoli pletorici che non servono, sono troppo affollati. E’ evidente che in quelle condizioni lì non si risolvono le questioni”.

In merito alle soluzioni suggerite dal sindacato. “Su salute, sicurezza, previdenza, precarietà, salari non si può aspettare, bisogna decidere adesso. Chiediamo una legge sulla rappresentanza, ma questo è di medio periodo. Oggi abbiamo chiesto che si faccia un intervento molto forte sul cuneo contributivo. Dato che il problema dell’inflazione non nasce oggi nel 2023, quando c’è un contesto di questa natura, occorre mettere in campo un’idea forte. Abbiamo suggerito di adeguare le detrazioni fiscali al livello dell’inflazione. Inoltre serve un maggior controllo sui prezzi, servono delle tutele per i più fragili, come ad esempio il fondo affitti che non è stato rifinanziato. Il fondo energia per le bollette andrebbe aumentato fino a 20mila euro di Isee”.

Sui salari bassi. “La questione dei salari bassi sul nostro Paese era pre-esistente. Abbiamo una piaga che riduce i salari che è la precarietà. E’ chiaro che in quella fascia sotto i 20mila euro ci sta soprattutto chi è in questo tipo di condizioni. Se noi non ricostruiamo un tessuto industriale manifatturiero governando questo processo, è evidente che abbiamo un problema.