Dom. Ago 7th, 2022

A distanza di un anno dalle scorse elezioni politiche, si traccia un quadro differente, che vede il ritorno del bipolarismo. Un bipolarismo che taglia fuori, nelle realtà locali, il M5S. In tutte le regioni che si è votato dopo il quattro marzo, il M5S non è riuscito ad imporsi in nessuna delle competizioni elettorali.

C’è una sorta di disorientamento da parte dell’elettorato italiano. Da un lato la vittoria schiacciante alle politiche, dall’altra il nulla nelle realtà locali.

Ma il segnale di un ritorno al bipolarismo si fa sempre più evidente. Il centrodestra e il centrosinistra stanno diventando di nuovo le due forze politiche che si contendono la scena politica nelle realtà locali. È marcata la situazione soprattutto negli enti regionali, mentre nei comuni, tempestati di liste civiche, la situazione è differente.

Qualora questa tendenza si spostasse anche alle politiche, allora per il M5S si fa veramente tosta. Le ultime politiche hanno portato al governo del paese il M5S dopo una tempesta di disprezzo nei confronti dei partiti storici. Un voto di protesta, ora però si registra una controtendenza che può mettere a tacere le pretese politiche del M5S.

C’è una avanzata della lega che trascina con se anche una risalita della destra moderata che fa capo a Fratelli d’Italia, quindi uno scenario nuovo che prima non c’era. Si è visto anche in Sardegna. Forza Italia continua ad essere debole, segno che gli italiani non hanno più interesse per un partito che non si è mai rinnovato. Il PD arranca, mentre i partiti si sinistra continuano a scomparire. Ma le coalizioni reggono, e quindi il sistema bipolare potrebbe riemergere, e i partiti potrebbero fare tesoro delle esperienze elettorali finora susseguitisi, e costruire di nuovo quelle coalizioni che finora hanno calcato la scena politica italiana per demolire del tutto il M5S.