Lun. Dic 5th, 2022

La tecnologia ci ha spinto dritti in un vicolo ceco. Per primo abbiamo perso il contatto umano. Non guardiamo più negli occhi le persone, ma cerchiamo di interpretare lo stato d’animo attraverso gli scritti sui social, cosa impossibile, poiché lo stato d’animo di una persona lo si percepisce solo guardando negli occhi.

Ma l’altro aspetto increscioso della prepotenza della tecnologia, è quello della memoria su apparecchi che un giorno probabilmente non saranno più compatibili con nuove tecnologie. Le tecnologie si evolvono in continuazione, e serve per mantenere sempre vivo il mercato dei telefoni, computer, e tutti gli altri strumenti che appartengono alla grande famiglia del web. Tutto lecito e normale.

Ma l’aspetto increscioso appartiene al discorso della stampa come strumento di conservazione di ciò che facciamo. Ormai c’è l’abitudine di scattare foto col telefonino in continuazione, ma alla fine quelle foto col tempo andranno perse, e di quella parte della nostra vita rischia di non rimanere più nulla nel cassetto dei ricordi da tramandare agli altri. Nella stragrande maggioranza è così. Perché sono casi sporadici quelli che prendono e stampano le foto.

Non è solo un discorso solo delle foto. La marea di giornali on line tutto ciò che scrivono un giorno potrebbe andare perso, poiché cambiano i sistemi tecnologici e il rischio c’è. Qualcuno dice di salvare tutto in una memoria esterna. Certo, ma siamo sicuro che tra dieci o venti anni quelle scatolette sono compatibili con altre innovazioni tecnologiche?

Allora l’unica cosa da fare è quella di tornare a stampare i nostri ricordi. Stampare ciò che si fa è l’unico modo che ci aiuta a tenere vivi i ricordi. Inoltre, stampare significa poter trasmettere alle future generazioni la nostra storia. Tutto quello che è il nostro presente e lo stampiamo, diventerà storia per il futuro. Dobbiamo ritornare a stampare foto, libri, giornali, brochure, opuscoli, tutto ciò che c’è da stampare, conservarlo, scavalcando l’idea unica del web, altrimenti si rischia di perdere un’era che servirà alle prossime generazioni come documento storico.