Ven. Ago 19th, 2022

ROMA- Da sempre detesto questo sindacato, per intenderci dell’era moderna, che fa poco per gli interessi dei lavoratori. È leggendo l’inchiesta interna fatta dalla società Atac di Roma, il detesto aumenta a livelli massimi, al limite della sopportazione.

Nella società Atac romana Lavori solo se sei un sindacalista o un loro parente. Tutta per colpa delle assunzioni dirette, che sono uno strumento utile per favorire le caste, che da situazioni emergenziali sono diventate uno strumento di norma.

È questo quello che emerge da una indagine interna all’azienda di trasporti e portata alla luce ieri dal  Messaggero. Una inchiesta che la dice lunga sulla correttezza nel mondo del lavoro, e che ora il direttore generale dell’Atac sta pensando di portare direttamente in Procura. Secondo le ricerche, infatti, più di 350 dipendenti dell’Atac di Roma sarebbero imparentati con sindacalisti. E le assunzioni per “chiamata diretta” si sarebbero concentrate negli ultimi 10 anni.

L’indagine interna è stata condotta nella massima riservatezza. E i dettagli non sono stati diffusi. Il dossier, comunque, prima o poi finiranno nelle mani dei pubblici ministeri. Che dovranno valutare se ci sono state condotte illegittime da parte di sindacalisti e chi ha realizzato le assunzioni. Messaggero, inoltre, fa notare che i controlli stanno continuando e il numero dei dipendenti imparentati è destinato a salire. Al di là della parentela dei dipendenti, va detto che la gran parte di queste persone assunte grazie alla parentela con i sindacalisti non hanno mai messo piede su un bus. Ma sono finiti come impiegati dietro ad una scrivania, ingrossando le fila dei 11mila dipendenti di un’azienda che ha più di un miliardo di debiti. Le assunzioni controllate in questa prima fase dell’indagine risalgono al periodo che va dal 2006 al 2010. Le altre sono in corso di valutazione. Senza contare che dal 2010 quasi tutte le assunzioni sono state fatte proprio per “chiamata diretta”.