Gio. Ago 11th, 2022

ROMA – Si sta scombussolando il PD per il prossimo turno di ballottaggio. Fa scalpore le dichiarazioni di Massimo D’Alema, che secondo quanto riporta “La Repubblica”, l’ex premier è disposto a tutto pur di mandare a casa Renzi, anche votare la Raggi a Roma anziché il candidato del centrosinistra Giachetti.

Nei colloqui con gli amici, D’Alema, durante la campagna elettorale che ha fatto in giro per l’Italia nei comuni dove lo hanno chiamato i fedelissimi, ha svelato la sua scelta romana: “Voto per la Raggi e invito chi mi chiede un consiglio a fare altrettanto”. È chiaro che l’obiettivo è  indebolire l’attuale segretario del Pd, far cadere il suo governo “e dopo mettersi al lavoro per ricostruire la sinistra riformista”. Sulla strada di questo traguardo si passa da due tappe: quella di domenica, i ballottaggi di Roma e Milano, e il referendum costituzionale di ottobre. Già dalla prossima settimana D’Alema si prepara a costituire i comitati del No.

Ma rivela sempre “La Repubblica”, agli atti, finora, ci sono la ruvida replica pubblica, divenuta virale sul web, alla richiesta di un commento sulle amministrative (“No” secco) e le parole della dalemiana passionale Livia Turco che ha ammesso: “D’Alema è contro Renzi ma voterà Giachetti”. Può darsi che abbia ragione l’ex ministro del Welfare, o forse è un auspicio visto che lei sarà nella giunta del candidato romano del Pd in caso di vittoria. Non è quello però che hanno ascoltato altri dalemiani in questi giorni. Al riparo dalle telecamere e dai taccuini, il presidente della Fondazione Italianieuropei ha tenuto molte riunioni. Due si sono svolte a Bari, il feudo pugliese del dalemismo. Altre nel “fortino” di Piazza Farnese, dove ha sede la fondazione del leader.

A rispondere all’articolo di “La Repubblica” è anche il governatore della Puglia Michele Emiliano che precisa:Con riferimento all’articolo pubblicato oggi sul quotidiano “la Repubblica” a pag.11 si precisa che non si è svolto alcun incontro tra il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il presidente Massimo D’Alema e  che non è in corso alcuna interlocuzione su questioni politiche nazionali, su materia referendaria o attinenti la leadership del partito democratico“.