Dom. Nov 27th, 2022

Estate 1948. Roma , centro storico . In piazza di Spagna , ai piedi della scalinata monumentale di Trinità de’ Monti , le ventenni Rosa Antonia , detta “Rossella”, ed Elvira passeggiano , osservando le vetrine di eleganti boutique . Poi , sedutesi ai tavolini di un caffè , sono avvicinate da due ragazzi. “Anvedi che belle signorine !…permettete che che mi presenti : piacere , geometra Romoletti Mario …e questo è Gentilini Ettore , amico mio, nonchè benzinaro !…oh , ma questo c’ha ‘na cultura , sa? …mò lo vedete così, ma  questo  sa tutto sui motori !…” , esordisce il giovane Romoletti. “Senta , andate via per piacere …noi , non abbiamo l’abitudine di parlare con degli sconosciuti !” , replica seccata Rosa Antonia . “Sconosciuti, signorina ? , ma se ci siamo appena presentati ?” , obietta Romoletti , continuando : ” Noi , non volevamo fare niente di male , cosa ha capito ? …volevamo solo conoscervi , fare amicizia !…Passando  vi abbiamo viste e ci avete ispirato subito simpatia !” . “Voi , invece , siete antipatici !…importunare così due ragazze sole , sfacciati!” , lo ammonisce Rosa Antonia . “Ah , ho capito , fate le preziose! …manco foste la Loren e la Lollobrigida!” , canzona spavaldo il vitellone. “Lo ha detto ! …io sono un’attrice , studio all’Accademia d’Arte Drammatica e , presto , debutterò in teatro !” , spiega fiera Rosa Antonia. “Ambè , scusi signorina!…se sapevo de’ parlà co’ ‘na celebrità me preparavo mejo !” , esclama Romoletti . “Ahò , mò basta ! …a’ Mario , smettila de’ perdere tempo co’ ‘ste due …Te l’avevo detto de’ annà a Fontana de’ Trevi , che là è pieno de’  svedesi !” , prende la parola l’amico Gentiletti , chiosando: “A’ bella ! , co’ ‘sta spocchia e ‘st’aria da superiore , sarai mica , Greta Garbo?…” .

“Fin dai primi momenti della mia carriera mi sentivo guardata in un certo modo , quasi con soggezione . Mi vedevano alta , regale ,  una ragazza che sembrava mettere in riga la gente. Entravo in scena o in una stanza e mi rimiravano come la Madonna . Insomma : un metro e settantasei , che allora era davvero molto , mi ha impedito di interpretare certi ruoli tradizionali, come “Ofelia” o “Giulietta” , di fanciulle vulnerabili , palpitanti . Fui sempre chiamata , invece , a impersonare donne di grande carattere , inavvicinabili . Ma io non sono così” . Con queste parole , l’attrice Rossella Falk ripercorreva nel corso di un’intervista televisiva del 2000 la sua carriera . Nata a Roma il 10 novembre del 1926 , Rosa Antonia Falzacappa, questo il vero nome dell’artista , dopo un’adolescenza trascorsa in ambiente borghese , appassionatasi al teatro , intraprese la carriera di attrice. Entrata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”  nella prima metà degli anni Quaranta , grazie alle sue mirabili capacità d’interprete , ottenne dalla giuria del World Youth Festival di Praga , il premio come “migliore attrice emergente”. Diplomatasi nel 1950 , nell’arco di un trentennio prese parte a numerose compagnie : “Morelli-Stoppa” , “Piccolo Teatro di Milano” e “Compagnia dei giovani” (di Romolo Valli e Giorgio De Lullo) , recitando , diretta dai registi Franco Zeffirelli , Luchino Visconti , Orazio Costa , Giuseppe Patroni Griffi , in drammi di Tennessee Williams ( “Un tram che si chiama Desiderio” , “Improvvisamente l’estate scorsa” )Henrik Ibsen ( “Spettri”) , Anton Cechov ( “Le tre sorelle” ) e Luigi  Pirandello ( “Sei personaggi in cerca d’autore” , “Trovarsi” e “Il giuoco delle parti” ) . Esordito nel cinema come coprotagonista nella pellicola di Riccardo Freda , “Guarany”, al grande schermo preferì il palcoscenico , concedendosi , però , negli anni Sessanta, intense interpretazioni ( “Ottoemezzo” di Federico Fellini ,  “Io la conoscevo bene” di Antonio Pietrangeli e l’hollywoodiano “Quando muore una stella” di Robert Aldrich). Vincitrice nel 1964 del premio San Genesio come “migliore attrice teatrale” , strinse amicizia con la “divina” della lirica Maria Callas  e con l’intellettuale Jean Cocteau. Icona della prosa (“Giovanna D’Arco” , “Affari di stato” , “Le donne di buon umore”, “Il successo” , “L’amica delle mogli”, “Il giuoco delle parti” e “Nostra dea”) e degli sceneggiati Rai (“Giuseppe Verdi”) , fra il 1981 e il 1997 diresse , insieme con Giuseppe Battista e Umberto Orsini ,  il Teatro Eliseo di Roma, portando in scena i drammi : “Maria Stuarda” , “L’aquila a due teste” , “Amanda Amaranda” , “La dolce ala della giovinezza” e “I parenti terribili” . Girati i teatri di tutto il mondo con lo spettacolo “Vissi d’arte vissi d’amore” , pièce dedicata all’amica Maria Callas , recitò l’ultimo ruolo cinematografico nel film di dario Argento  “Non ho sonno”  e concluse la carriera teatrale con gli spettacoli “Sinfonia d’Autunno” ed “Est Ovest”. Colpita da ischemia cerebrale nel febbraio del  2010 , si ristabilì dopo cinque mesi di ricovero presso il centro di riabilitazione Santa Lucia di Roma , schierandosi manifestamente contro la sua chiusura , minacciata nell’estate del 2011 . Spentasi nella sua casa romana dopo una breve malattia ,il 5 maggio del 2013, all’età di ottantasei anni , fu ricordata ,tra gli altri , dai colleghi più giovani :“Ho lavorato con la signora Falk ne “Il treno del latte non si ferma più qui” e in “Anima nera” : grande personalità e presenza , ripassava con me il copione nella sua bella casa  e mangiavamo le frappe preparate da Venere la sua governante . Generosa , spiritosa , acuta e rigorosa . Tanta malinconia ora” e da numerosi estimatori : “Il grande Teatro ci ha lasciato : Melato , Proclamer , Falk . Tre  interpreti di grande fascino e bravura ! Adesso il Palcoscenico si è impoverito e aspetta impaziente altre voci che , ahimè , tardano ad arrivare” .