Gio. Feb 29th, 2024

Mancano pochi giorni al 26 maggio. Una data ultima anche per il governo gialloverde. Il giorno dopo tutto potrebbe essere rimesso in discussione. Ormai agli occhi di tutti è quasi comico quello che sta succedendo: Di Maio fa campagna elettorale contro l’alleato di governo per cercare di recuperare i voti persi. Solo che il metodo è sbagliato, il M5S non ha più l’attenzione che aveva un tempo, e il successo del 4 marzo è molto lontano.

Nei corridoi di palazzo circolano malumori da una parte e dall’altra. Il sospetto che dopo il 26 maggio tutto potrebbe cambiare, ma sul serio. Dalla Lega serpeggia un apparente calma, ma è solo il metodo per far passare i giorni che separano dal 26 maggio. Il movimento, invece, nelle ultime settimane ha messo il timbro definitivo sulla sua posizione ideologica, spostando l’asse politico tutto a sinistra. Sposa tutte le cause di sinistra che un tempo erano bandiere di Ventola, Boldrini e anche del PD, lasciando scappare più del 50% di elettori che l’hanno votato il 4 marzo.

Il governo gialloverde, come dicono i bene informati, non andrà avanti ancora alla lunga. L’alleato cinque stelle sta commettendo una serie di errori che non si possono più tollerare. È chiaro che adesso Salvini, pur sapendo che il M5S troverà nel PD di Zingaretti il nuovo alleato, ha l’obbligo morale di staccare la spina al governo. Non si governa in questo modo.

Il 26 maggio darà tutte le risposte che ancora mancano. Le europee sono quel banco di prova che mettono nero su bianco. Un dato è certo: questo governo non può andare avanti tenendo nemici in casa. C’è incompatibilità di idee politiche.