Lun. Lug 4th, 2022

In questi giorni Matteo Salvini ha rilanciato l’ipotesi di una flat tax per le famiglie. La proposta è stata un cavallo di battaglia della campagna elettorale della Lega alle politiche dello scorso anno ed e’ prevista dal contratto di governo. Il cammino della tassa piatta che si basa sul principio “pagare meno per pagare tutti” è però reso accidentato dagli alti costi del provvedimento.

La lega fa sapere che l’ipotesi di simulazione del ministero dell’Economia sulla “La flat tax fase II ha un’incidenza di circa 12 miliardi di euro e si riferisce ad un intervento di riduzione dell’imposta per tutte le famiglie fino a 50mila euro di reddito. In particolare la novità è data dall’introduzione del reddito familiare che attraverso un sistema di deduzioni garantisce la progressività dell’imposta. Lo studio messo a punto è di circa 15 giorni fa”.

Secondo la simulazione effettuata dal Tesoro, invece, “la tassa piatta” riguarderebbe circa 16,4 milioni di famiglie con un vantaggio medio familiare di circa 3600 euro. Due le aliquote previste nella simulazione: il 15% fino a 80mila euro di reddito e del 20% per i redditi eccedenti tale soglia. Del costo totale della misura, il peso della clausola di salvaguardia, secondo il documento, sarebbe di 4,4 miliardi.

Ma ancora una volta sulla proposta si esprime Di Maio, avvertendo: “Troveremo una soluzione insieme alla Lega, l’importante è non fare facili promesse alla Berlusconi”. Una risposta che non soddisfa l’alleato di governo visto che il provvedimento è un punto cardine del patto di governo e deve avere attuazione come tutti gli altri accordi previsti nel famigerato contratto per far nascere il governo gialloverde.