Ven. Ago 19th, 2022

Primavera 1980. Roma, mercato di Campo de’ Fiori . Mentre il sole di mezzodì , levatosi alto nel cielo , illumina la statua del monaco eretico Giordano Bruno , nel  centro della piazza le grida confuse  degli ambulanti , provenienti dai banchi e dai carretti , invitano le massaie ad affrettarsi per acquistare ora ortaggi e frutta ora fiori . Tra le signore , accalcatesi dinanzi alle primizie di stagione offerte da un venditore , si fa largo un uomo con la fronte rugosa , il volto emaciato , segnato da una smorfia di dolore. Un refolo di vento caldo , profumato della fragranza dei ciclamini , venduti da un fioraio qualche metro in là ,  gli agita il bavero della giacca  rabberciata , quando , giunto il suo turno , ordina al fruttivendolo un cestino di fragole , indicandolo con un gesto della mano . “A’ sor Randò , siete un  buongustaio , avete scelto la meglio frutta che c’ho stammatina!….” , constata l’ambulante , continuando : “Scommetto che ‘ste fragole so’ pe’ la vostra signora ? … vabbe’ , visto che ‘sto cestino è un pegno d’amore ve lo metto a sette mila lire invece che a dieci , siete contento ? …” . “Sette mila lire avete detto? …” , domanda perplesso l’ex attore , “Ora ve le do subito , signor Alvaro, …..per la mia signora questo ed altro! …” . Poi , estratto il portafoglio dalla tasca , accortosi di essere rimasto senza denaro , si rivolge con tono mortificato al venditore , dicendo : “Signor Alvaro , mi dispiace , non so come sia potuto accadere!..la memoria , sapete , a una certa età gioca brutti scherzi !…Eppure , ero  convinto di avere ancora dei soldi nel mio borsello!… forse , li avrò  spesi tutti per acquistare la torta di compleanno di mia moglie!….Questa sera  intendiamo festeggiare con degli amici , degli ex attori , capirete?!…Be’ , non importa! , vorrà dire che faremo a meno delle fragole , le comprerò un altro giorno !” . “A’ sor Randò , ma che dite? , ve pare mai che er sor Alvaro , discendente da una nobile  stirpe de fruttaroli  di Campo de’ Fiori vi lascia annà via senza ‘sto bel cesto di fragole ? …Prendete , prendete pure , vorrà dire che me pagherete la prossima volta!….”. “Signor Alvaro , voi  siete gentile ma io non posso , non me la sento di accettare!” , replica imbarazzato  l’attore ; “A’ sor Randò , ma  nun me la sento io de’ mandarve a casa senza ‘sto cestino …. E su , siate buono , offro io ! ; del resto : è o non è il compleanno della vostra signora? … e allora  festeggiatelo mangiando ‘ste fragole  alla salute mia !” , ribatte il signor Alvaro. “Be’ , se proprio insistete , le prendo! , ma sappiate che domani mattina sarò qui puntuale per pagare il mio debito di sette mila lire !”, avverte  Randone . “Sor Randò , come ve lo devo di’, nun ve dovete preoccupà , come dice er proverbio ?  : “Per pagà e per morì c’è sempre tempo!””, chiosa il fruttivendolo. “Grazie , signor Alvaro !” , esprime la sua gratitudine l’attore , allontanandosi . Poi , l’ambulante , rimasto solo con una cliente , commenta: “A’sora Mari’ , voi nun potete sapè quanto me dispiace ! , er sor Randone è tanto’na brava persona!…Lui , ‘na volta era un grande attore , recitava e de fragole ne ordinava a chili !…Poi , la vecchiaia ….Eh , sora Marì , la vecchiaia è ‘na brutta cosa !….nun l’ha chiamato più nesuno , i sordi so’ finiti e addio fragole!….Come se non fosse abbastanza , la moglie si è ammalata e te saluto!…Mò , ‘sto disgraziato  nun vive che ppe’ lei!…Nun potete sapè quanto me fa specie saperlo così povero  , lui che era così generoso!” . “E’ la vita sor Alvà , che ce volete fa?…“Oggi sei leone e domani….”, prende la parola una donna sulla quarantina dall’aspetto appariscente . “Già , c’avete proprio ragione sor’Adele !…” , ribatte il venditore alla massaia , “La vita è come ‘na parabola che sale e scende e mò quella del sor Alvaro è la parabola discendente di un grande attore!”.

“Tra i più grandi e schivi attori del teatro italiano. Univa asciuttezza e rigore alla ricchezza anche barocca di un mestiere appreso alla scuola di grandi maestri quali Zacconi e Ruggeri”. Così , con queste parole , il critico Bruno Roberti ha descritto l’attore Salvo Randone nell’Enciclopedia Treccani del cinema. Nato a Siracusa il 25 settembre del 1906 , ancora bambino si trasferì a Catania con la famiglia. Conseguita la maturità classica , negli anni Trenta intraprese la carriera teatrale , alternando ingaggi in compagnie minori alla direzione di proprie compagnie. Indossati i panni di “Malvolio” ne “La dodicesima notte”di William Shakspeare e di “Enrico IV”nell’omonimo dramma di Luigi Pirandello , nel 1940 fu scritturato dal regista Luchino Visconti per impersonare “il Padre” in “Come le foglie”di Giacosa . Attratto dal cinema , nel 1943 esordì sul grande schermo nella pellicola diretta da Umberto Scarpelli e da Renato Simoni ”Sant’Elena , piccola isola”, prendendo parte nel decennio Cinquanta ai film di Luciano Emmer ed Enzo Provenzale , “Il bigamo”e “Vento del Sud” . Sebbene avesse già conquistato  largo consenso presso i critici teatrali e il pubblico  per le mirabili interpretazioni  realizzate nell’”Elettra”di Sofocle e nell’”Otello” di Shakspeare , negli anni Sessanta , grazie al sodalizio con il regista Elio Petri , che gli affidò  il ruolo di un commissario dai tratti sottilmente crudeli nella pellicola “L’assassino”, consolidò la sua notorietà in ambito cinematografico  , vincendo il premio Nastro d’Argento come “miglior attore non protagonista”. Anziano idraulico attanagliato dal pensiero della morte ne “I giorni contati” , oculista cieco , metafora della Sicilia omertosa in “A ciascuno il suo” , convinse nei panni del presidente della Corte di Assise di Viterbo e del politico democristiano trasformista e ipocrita , impersonati nei film di Francesco Rosi “Salvatore Giuliano” e “Le mani sulla città”. Medico antifascista in “Anni ruggenti” di Luigi Zampa , interpretò  le figure infide di un trombettista-impiegato e di un pedinatore-ragioniere nelle pellicole di Antonio Pietrangeli “La parmigianina”e  “Il magnifico cornuto”. Attore stimato dal regista Federico Fellini , che nel 1968 gli affidò il ruolo di un prete impenetrabile , simbolo di una Roma crudele e sorniona nel film “Tre passi nel delirio” e nel 1969 quello dell’ironico e isterico “Eumolpo” in “Satyricon”, non disdegnò di prestare la voce in drammi radiofonici della Rai (“Ceneri”di Samuel Beckett) e di recitare in spettacoli di  prosa e in sceneggiati televisivi (“Re Lear” , “I Promessi Sposi” , “I fratelli Karamàzov” tutti diretti da Sandro Bolchi) .  Sposatosi nel 1970 con la collega Neda Naldi , conosciuta nel 1966 in occasione della rappresentazione teatrale de “La fastidiosa” diretta da Franco Brusati , all’indomani del successo delle pellicole di Elio Petri “La classe operaia va in paradiso” (nella quale donò al suo personaggio di comunista eretico una filosofica visionarietà) e “La proprietà non è più un furto”, diradò la sua presenza sul set , prendendo parte al suo ultimo film “In nome del Papa Re”di Luigi Magni nel 1977 . Gravato dalle ristrettezze economiche e dalle sofferenze per le precarie condizioni di salute della moglie , si spense nella sua abitazione romana il 6 marzo del 1991 , all’età di ottantasette anni . Celebrato dagli addetti ai lavori , che nel 1993 istituirono un premio teatrale in suo onore , “Della sua arte recitativa resta l’abilità nel rendere le ambigue sfaccettature psicologiche o l’inquietante tormento dei personaggi interpretati , testimonianza di un’acuta intelligenza d’attore risolta tanto nella secchezza del gesto e del tratto mimico , quanto nell’espressività di un volto tagliato come una maschera antica , ma dove lampeggiava il segno tutto moderno , “pirandelliano” , della condizione umana”.